I perchè dei bambini (ma anche degli adulti)

Durante il lavoro di allestimento di questo sito, ho invitato i bambini e i ragazzi del quartiere a scrivere qualcosa da inserire… Il risultato è il seguente: una lunga serie di domande (le stesse che anche la mia generazione si pone da 70 anni, in modo rassegnato e impotente), poste con logica e buon senso, con sincerità e meraviglia (come nella favola “Il re è nudo”…), alle quali non si riesce a dare una risposta convincente… e che mi fanno pensare, quasi con riflesso condizionato alle amare parole di Corrado Alvaro (la disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile…) e di Bertold Brecht (nessuno può essere buono a lungo, se non c’è richiesta di bontà…)
Così ho pensato di inserirle, come mi sono state consegnate, senza apportare modifiche, e chiedere aiuto a voi, cari amici lettori, se potete dare risposte adeguate e utili alla formazione e al bisogno di chiarezza dei ragazzi…

Perchè dobbiamo vivere nella sporcizia? Perchè tutte le zone di Crotone, dal centro alle periferie, sono diventate discariche? I miei genitori e i miei insegnanti mi hanno detto che le famiglie pagano tasse salate per il servizio di raccolta rifiuti e di pulizia… Dove vanno a finire questi soldi? (Stefano)

Crotone è ancora piena di spazi aperti e liberi (nonostante i tanti brutti palazzoni costruiti dappertutto, anche in zone pericolose)… Perchè non li trasformano in prati e parchi, come ho visto in televisione in molte città? Come sarebbe bello poter giocare liberamente e veder passeggiare senza pericolo le mamme con i bambini e gli anziani… Forse costa molto? I miei genitori e i miei insegnanti mi hanno detto che darebbero la loro disponibilità a lavorare gratuitamente, pur di vedere la nostra città bella pulita e ordinata… (Mario)

 Perchè non si riesce a completare il teatro in costruzione da tantissimi anni? Neppure i miei genitori e i miei insegnanti conoscono il vero motivo, aggiungendo che qui da noi succede per tutte le opere pubbliche… (Francesco)

Ogni volta che gioca il Crotone e ogni domenica quando vado al Farmer market, e sono costretto ad attraversare lo spazio sporco e abbandonato dietro l’Agip (una vera discarica a cielo aperto), mi vergogno per tutti quelli che vengono da fuori e giustamente si lamentano e dicono ma cchi razza i paisi è chistu, u tenunu mancu nu pocu i dignità… I miei genitori e i miei insegnanti mi dicono che quella zona è abbandonata e in quelle brutte condizioni da 40 anni, esattamente da quando hanno costruito le cooperative e non riescono a capire il motivo… (Omar)

A casa mia viene a fare le pulizie una volta alla settimana una signora ucraina, che spesso ridendo dice che nel suo paese quando qualcosa non funziona vanno a protestare in massa al Comune, mentre qui a Crotone, dove non funziona niente nel modo giusto, nessuno protesta… Ho chiesto ai miei genitori e mi hanno detto che non sanno il perchè; ho chiesto anche ai miei insegnanti e mi hanno detto che è colpa della maledizione di Pitagora… Ma cos’è questa maledizione non me l’hanno saputo spiegare… Io penso che siamo ridotti così, perchè ognuno pensa solo agli affari suoi e non gliene frega dei problemi di tutti… Comunque siamo ridotti male, soprattutto noi ragazzi, ai quali non ci pensa nessuno… (Melissa)

Quando vado in macchina con mio padre o a passeggio con mia madre, vedo tante cose strane che non capisco (e che purtroppo fanno anche i miei genitori, perchè dicono che è inutile fare diversamente): macchine che non rispettano i segnali, pedoni che attraversano la strada in tutti i posti, tranne che sulle strisce pedonali, macchine parcheggiate in tutti gli spazi e spesso in doppia e tripla fila, ciclisti sulla strada e macchine sulle piste ciclabili, gente che butta cartacce dappertutto e i cestini appositi rimangono vuoti, i cani portati a passeggio fare cacche e pipì in ogni luogo… I nostri insegnanti ci dicono ogni giorno che noi dobbiamo rispettare le regole del vivere civile, se vogliamo diventare buoni cittadini… e noi ci domandiamo: perchè gli insegnanti dei nostri genitori non l’hanno detto anche a loro, quando frequentavano la scuola? Non riusciamo a trovare una risposta… (Giuseppe)

Gli insegnanti ci dicono sempre che la posizione di Crotone è buona perchè c’è la ferrovia, il porto, l’aeroporto, la statale 106, i pullman di Romano… ma noi ragazzi non riusciamo a capire perchè al porto non ci sono navi, l’aeroporto è chiuso, la strada sembra una mulattiera, la stazione ferroviaria è in uno stato di abbandono e passano solo pochi treni sgangherati… Per dire la verità neppure i nostri genitori e i nostri insegnanti riescono a capire i motivi di questa situazione… (Giulia)

Siamo andati in gita scolastica e visitato tanti posti meno belli di Crotone, ma pieni di turisti… e mi sono posto la domanda: ma nella nostra città perchè non vengono i turisti? Nessuno è riuscito a darmi una risposta chiara… (Melissa)

A scuola gli insegnanti mi hanno detto che l’Italia è uno stato di diritto, per cui bisogna garantire a tutti (ma proprio a tutti) i diritti previsti dalla Costituzione… Però, osservando la vita di tutti i giorni, mi sono accorto che i più garantiti nei diritti sono tutti quelli che uccidono e rubano, mentre le vittime rimangono sempre vittime senza difesa. Non capisco… (Giosuè)

 Sabato sera, anche noi ragazzini piccoli, andiamo “sul comune”, come si usa a Crotone, insieme ai fratelli più grandi… ed io sono colpito dal fatto che gli adulti, passeggiando sul corso, non fanno altro che criticare tutti e a lamentarsi di tutto… I miei genitori mi dicono che nella nostra città ci sono quelli che cercano di fare qualcosa per migliorare la vita di tutti e quelli (la maggior parte), che cercano di distruggere… anzi, per l’esattezza dicono che “pochi sono i costruttori e molti sono i distruttori, i denigratori, i detrattori e i delegittimatori”… Non so cosa significa, ma credo che non sia una bella cosa… (Oscar)

Sono andato con papà a visitare il castello e mi ha detto che ai tempi suoi non era circondato da brutti palazzoni e dalla parte più alta si vedeva il mare e tutta la costa fino a Capocolonna… Ora si vede solo un muro di cemento e le donne che preparano da mangiare nelle loro cucina… Ma come è stato possibile fare questo? E’ possibile che si è così stupidi da fare male all’intera città? Neppure i miei insegnanti riescono a trovare una risposta sensata… (Rosetta)

I miei insegnanti mi hanno detto che tutti i cittadini hanno uguali diritti e uguali doveri, che tutti debbono rispettare le leggi e le regole, e chi trasgredisce è punito… però girando per la città vedo solo disordine, venditori abusivi dovunque, gente che costruisce dove gli pare…. Non riesco a capire come è possibile tutto questo… Cos’è che non funziona? (Valeria)

• Ho sognato che tre signori, seduti su delle panchine in parco, discutevano tra di loro su questioni diverse…
Il primo diceva che tutti i migranti, regolari e irregolari, buoni e cattivi, sono una risorsa per l’Italia, in quanto contribuiscono alla crescita del paese, sia negli aspetti economici che in quelli culturali… anche i migranti che delinquono muovono l’economia, dando lavoro agli avvocati e alle guardie carcerarie…
Il secondo diceva che la lotta alla mafia, come si fa oggi, è inutile e inefficace, perchè non è mai rivolta direttamente contro i mafiosi in carne ed ossa, ma contro un nome astratto, perchè ai mafiosi si garantiscono superdiritti (e possibilità di provare tutti i trucchi per non pagare i reati) e alle loro vittime solo il diritto di essere vittime; perchè, durante le manifestazioni oceaniche con candeline e slogan, si sfila lontano dalle case dei delinquenti, invece di andarli a prelevare, prenderli a calci nel sedere, e mandarli via dopo averli processati pubblicamente, derisi e sputati…Concludeva che al contrario sono i mafiosi che prendono a calci lo Stato, facendo pagare le conseguenza di questo stato di cose alla gente normale e onesta, in carne ed ossa; e in questo caso – insisteva -, dal momento che la legge è tremante, possono i cittadini intervenire a fare giustizia, sanando le ferite da chi fa le leggi e da chi dovrebbe farla rispettare…
Il terzo signore, con volto serio triste e incavolato, diceva che in tutte le epoche sono morti invano “quelli che si sono battuti fino alla morte per difendere e affermare i diritti di chi non li rispetta, la dignità e la libertà di chi non sa e non vuole sapere di averli… Ditemi voi (rivolgendosi ai due amici) se conviene battersi per cose di cui molti non vogliono avere coscienza e conoscenza!”
Ho raccontato il sogno al mio maestro e mi ha detto che “nei sogni spesso è nascosta la verità”… ma io non ho capito niente, e neppure mio padre però… (Giuseppe)

I miei genitori mi hanno detto che quando ci si ammala bisogna andare a Roma o a Bologna per curarsi. Io non ho capito bene perchè, considerato che vicino al campo sportivo c’è un Ospedale grandissimo… (Francesco)

In tante occasioni sento gli adulti dire arrabbiati che qui a Crotone non c’è lavoro e i giovani devono andare al Nord o all’estero per poter vivere… però non riesco a capire il motivo vero della mancanza di lavoro nella nostra regione, considerato che la Calabria è più bella di tante regioni e i calabresi non sono meno intelligenti degli altri italiani… (Aldo)

Mio padre mi ha detto che il 4 marzo 2018 è stata una giornata storica per Crotone, la Calabria e l’Italia, perchè alle elezioni politiche sono stati sconfitti tutti quelli che hanno governato male… Io contento poi ho chiesto se a Crotone cambiava in meglio la nostra vita, e mio padre non mi ha saputo rispondere. Il mio maestro, invece, mi ha detto che qui da noi le cose cambiano solo in apparenza, mai nel modo di ragionare… ed io per questo mi sento triste.. (Giuseppe)

 Siamo andati con la scuola a visitare il Parco archeologico di Capocolonna. Tra tante cose belle e interessanti abbiamo visto anche delle costruzioni brutte… La guida ci ha detto che sono tutte abusive, perchè costruite senza autorizzazioni e in una zona protetta, dove non si può fare neppure un muretto, e che la magistratura ha detto che bisogna abbatterle… Io ho chiesto poi perchè avviene tutto questo, ma la guida e la maestra, hanno sorriso e non mi hanno risposto… La stessa cosa hanno fatto i miei genitori: hanno sorriso senza dire niente… Per capire meglio, penso che qualche giorno scriverò al Presidente della Repubblica o a Striscia la notizia… (Carlo)

• L’altro giorno ho fatto al mio maestro di scuola questa domanda: “Perchè ci dite sempre che bisogna comportarsi bene e rispettare tutti, quando poi nel nostro paese e in televisione vediamo che sono sempre premiati e vanno avanti i prepotenti, i raccomandati, gli abusivi e quelli che non rispettano le leggi?”
Il maestro ha sorriso e ha detto che questo è vero perchè abbiamo la sfortuna di abitare in un paese ‘capovolto’ e allergico alle regole, dove i comportamenti illegali e illeciti sono diventati ‘normalità’; però, ha continuato, i pochi ‘buoni, corretti e giusti’ debbono continuare a fare il loro dovere e a comportarsi bene, per evitare che il nostro paese diventi una giungla di primitivi…
Io non ho capito bene il concetto, e a casa poi ho chiesto chiarimenti a mio padre, il quale alterato e molto incavolato mi ha detto:” Figghicè, io nella vita mi sono sempre sforzato di rispettare la legge degli uomini e quella di Dio (e non è stato facile per molte cose), e in cambio tutti i santi giorni mi sono amareggiato e sono stato preso a pesci in faccia (come si dice quando si subiscono torti); pertanto sto cominciando a pensare di cambiare atteggiamento, adottando un nuovo ‘decalogo’, che potrei chiamare degli ‘stuffamenti’:
Primo, mi sono ‘stuffato’ di prenderla sempre a quel paese.
Secondo, mi sono ‘stuffato’ di comportarmi correttamente, tanto non serve nè a me nè agli altri.
Terzo, mi sono ‘stuffato’ di porgere sempre l’altra guancia, perchè ormai la stessa è arrossata e gonfia oltre misura, da fare spavento.
Quarto, mi sono ‘stuffato’ di fare le file con pazienza e poi di essere superato sempre, con furbizia, dall’ultimo arrivato.
Quinto, mi sono ‘stuffato’ di rispettare il codice della strada ed essere per questo preso a parolacce perchè rallento le corse cittadine dei ‘padroni’ delle strade, perchè attraverso gli incroci solo col verde, perchè non dò la precedenza a chi proviene dai sensi vietati, perchè rispetto i limiti di velocità (cosa grave e offensiva), perchè mi fermo per far passare i pedoni sulle strisce; oppure preso in giro perchè, quando guido, non fumo, non parlo al telefono, non mando messaggi, uso la cintura e non parcheggio nei posti riservati ai disabili…
Sesto, mi sono ‘stuffato’ di rispettare le modalità indicate dall’ordinanza comunale relative alla raccolta dei rifiuti e di raccogliere le cacche del mio cane, per poi calpestare quelle degli altri.
Settimo, mi sono ‘stuffato’ di pagare le tasse non in proporzione alle mie entrate, ma per coprire gli sprechi di una classe politica vorace e corrotta e compensare il buco degli evasori e di tutti i professionisti e commercianti ricconi, che non rilasciano ricevute e fattura per le loro attività.
Ottavo, mi sono ‘stuffato’ di difendere (fino alla morte, come diceva un filosofo) le idee e il diritto alla parola di quelli che non hanno mai avuto uno straccio di pensiero decente e utilizzano la parola solo per i propri interessi e non per dire la verità.
Nono, mi sono ‘stuffato’ di non fare agli altri (di ricambio) il male che gli altri sistematicamente fanno a me; e di votare gli incapaci, gli incompetenti, i ladri e gli arrivisti, che si candidano solo per curare i propri interessi.
Decimo, mi sono ‘stuffato’ di studiare con impegno per migliorarmi, di partecipare ai concorsi senza la raccomandazione di rito, di chiedere lavoro senza prostituirmi al potente di turno, di votare liberamente per i meritevoli e i capaci, di rischiare la vita solo perchè ho voglia di una vita sociale normale…
Io ci sono rimasto male e mi sono messo a piangere.
A questo punto mio padre mi ha preso in braccio e mi ha detto che il suo era uno sfogo, e che non avrebbe mai cambiato modo di comportarsi, sia per il suo dna che per l’educazione ricevuta in famiglia e a scuola, e che avrebbe subito, seppur con dispiacere, come sempre torti e soprusi; e per farmi ridere ha concluso: “Figghicè, tieni sempre a mente che cu nasci tundu, non mori quadratu”.
Però in fondo all’animo il discorso di mio padre mi ha lasciato tanta amarezza e tristezza… (Simone)

Mi è stato detto che i politici e gli amministratori, durante le campagne elettorali, aprono per un mese le loro segreterie per convincere gli elettori e parlare di programmazione del futuro per migliorare le condizioni dei cittadini, promettendo mari e monti, che non manterranno mai… Però io non ho capito due cose: 1) come mai aprono le segreterie prima delle elezioni, quando non servono ai cittadini, e le chiudono subito dopo le elezioni, quando servono ad avvicinare e a capire i problemi della gente…; 2) come mai gli adulti progettano il futuro, dove noi vivremo da adulti, senza mai chiedere a noi ragazzi come vogliamo il futuro…
Ho chiesto chiarimenti ai miei insegnanti, i quali mi hanno sorriso in modo strano e non mi hanno dato alcuna risposta…
Una risposta chiara invece me l’ha data mio padre: “I politici italiani non sono seri, come i cittadini che li votano. Le campagne elettorali sono solo delle rappresentazioni teatrali, per convincere e confondere gli elettori… Poi di loro e dei loro problemi, la classe politica se ne frega altamente…” (Chiara)

L’altra sera sono andato, con mio padre, all’Istituto Pertini per assistere alla presentazione dell’ultimo libro dei giudice Gratteri, su un argomento che lui ha chiamato “riciclaggio del denaro sporco”. C’era il pienone, sembrava di essere al campo sportivo quando gioca il Crotone…
Tra le tante cose interessanti dette dal giudice, mi ha colpito la seguente frase: ” La rovina della Calabria (ma anche di tante altre zone d’Italia) sono la ‘ndrangheta e la burocrazia…” In queste parole c’è qualcosa che non mi quadra, perchè a scuola mi hanno sempre detto che la ‘ndrangheta è contro lo Stato, e quella che lo difendono sono i dipendenti dello Stato come le forze dell’ordine e i burocrati…
Dove sta il problema? Me lo ha chiarito mia madre a casa, quando mi ha detto che il problema in Italia (e di più nel Meridione) è che i suoi abitanti fin da piccoli vengono educati più alla furbizia e alle scorciatoie che al senso dello Stato, al senso del servizio, al senso dell’appartenenza e al senso dell’identità… e molti di quelli che occupano posti importanti, come i burocrati, spesso non si comportano da buoni padri di famiglia. In questo modo è difficile avere una società seria e funzionante, con cittadini responsabili e civili…
Non è bello tutto questo e io mi sento triste… (Rossella)

Ho sentito in televisione che alcuni amministratori di un piccolo paese calabrese volevano introdurre nel regolamento comunale la possibilità ai cittadini di rivolgere domande agli assessori per avere risposte sui temi più importanti della gente (usando, come tante volte, un termine inglese, precisamente question time). I partiti di opposizione hanno protestato perché “anticostituzionale”.
Avendo capito poco ho chiesto chiarimenti alla mia maestra, che mi ha detto che i politici di oggi vogliono governare senza essere controllati, senza dover dare risposte e soluzioni, considerando la democrazia come una delega in bianco a pochi, fatta dai cittadini in occasione delle elezioni, liberi di fare quello che vogliono senza rendere conto a nessuno. In effetti più che di democrazia, si tratta di governo di pochi.
Mia madre è stata più decisa. “Chi ha il potere -ha detto- non sopporta mai di essere controllato e criticato, e si difende con tutti i mezzi possibili…” (Lucia)

L’insegnante di italiano ci dice sempre di cominciare fin da ora a sviluppare “una coscienza politica e sindacale, il senso dell’appartenenza, il senso del dovere, lo spirito di servizio, la capacità di dialogo e di partecipazione”, tutte capacità da mettere, poi da adulti, a disposizione della collettività, per farla crescere.
Io ho provato a guardarmi intorno e seguire gli adulti per imparare, ma ho visto e incontrato tante cose strane.
Per cominciare ad imparare qualcosa, sono andato con mio padre ad una riunione del partito, dove lui è iscritto, ed ho visto persone che sbraitavano e minacciavano i compagni, altre che parlavano male di tutti gli altri partiti, tutti chiedevano qualcosa per se e per il proprio gruppo. Sono tornato a casa stravolto, triste e dispiaciuto.
Sono andato un’altra volta ad una riunione del sindacato di mia madre, ed anche qui ho sentito gente gridare, rivendicare aumenti di stipendio, parlare solo di diritti acquisiti e da acquisire, mai un accenno ai doveri. Dinnanzi al mio sguardo perplesso, mia madre mi ha detto che è sempre così.
Ho cercato anche di seguire l’ultima campagna elettorale, per cominciare a farmi un’idea dei problemi sociali, ma ho visto e sentito solo tante cose brutte. Quasi tutti i candidati a parlare male, con toni minacciosi, degli avversari e ad offenderli, quasi fossero dei nemici e non cittadini della stessa comunità, tutti poi a promettere mari e monti, pur di farsi votare. Ho chiesto spiegazioni ai miei genitori e mi hanno detto che le campagne elettorali sono sempre così e di non prenderle troppo sul serio. E’ un teatrino che si ripete ad ogni tornata elettorale e finisce solo dopo il voto.
Sono andato l’altro giorno con i miei compagni di classe ad assistere a una seduta del consiglio comunale, ben preparati dall’insegnante di italiano. Siamo rimasti scioccati. Consiglieri che urlavano con la bava alla bocca, altri che accusavano gli avversari di fare i propri comodi e interessi, tutti a criticarsi su tutto, su nessun argomento si riusciva a trovare un accordo, mentre il povero sindaco ricordava a tutti di “non dare spettacolo indecoroso perchè ci sono ragazzi che ci guardano”…
Dinnanzi a questi brutti spettacoli, una cosa però l’ho capita: la scuola cerca di educarci a diventare buone persone e cittadini convinti, indicando esempi positivi e le leggi della Stato, ma la società poi rovina tutto perchè ci fa vivere con modelli diversi, rivolti all’interesse personale, alla raccomandazione, all’ambizione personale da soddisfare a tutti i costi, all’esaltazione dei diritti individuali e alla non considerazione dei doveri. Una vera giungla, da società primitiva e incivile.
E’ una sofferenza continua. In queste condizioni la mia crescita vacilla e sviluppa un senso di rifiuto alla partecipazione politica, sindacale e culturale… (Giuseppe)    

A scuola mi hanno sempre detto che tutti quelli che servono lo Stato e occupano posti di responsabilità debbono gestire la cosa pubblica come il buon padre di famiglia… Però, guardandomi in giro, non mi sembra che questo avviene sempre, anzi si ha l’impressione che non succede mai.
Sprechi (a Crotone per tanti hanno sono stati spesi diversi milioni per fitti di scuole, per favorire e ingrassare privati, nonostante che il Comune sia proprietario di molti beni immobili non utilizzati oppure occupati abusivamente dai soliti scrocconi e delinquenti di turno, come dice mio padre); opere appaltate per un importo, che diventano alla fine costosissime (l’autostrada del sole è un esempio sotto gli occhi di tutti, sono anni che succhia denaro pubblico, con il quale si poteva costruire anche una strada a 4 corsie sulla costiera ionica); opere non finite (come il teatro di Crotone, iniziato tanti anni fa e mai completato, mentre con meno denaro si potevano acquistare i due cinema esistenti, l’Apollo e l’Ariston, e adattarli a tutte le esigenze culturali); opere che non servono, fatte solo per spillare soldi allo Stato o alla Comunità europea; opere fatte male o continuamente distrutte e vandalizzate…
Mio padre è un vero buon padre di famiglia, perchè ricerca il bene della famiglia, spende come è giusto, non spreca, fa l’interesse di tutti noi… Per questo spesso gli dico: “papà, perchè non ti candidi a sindaco, visto che sai gestire bene i soldi e fare gli intereressi di tutti?”
E lui mi risponde che oggi la società non premia gli onesti, i meritevoli e i capaci, ma favorisce i furbi, i ladri, i corrotti, gli arrivisti… Però, per consolarmi, conclude sempre dicendo che questa situazione non può durare a lungo e le cose sicuramente cambieranno… Io credo in mio padre e mi attacco a questa speranza. Intanto cerco di studiare per migliorami ed essere pronto a dare il mio contributo a cambiare la società di domani… (Jessica)

E’ dall’inizio dell’anno scolastico che vedo, ogni mattina quando vado a scuola, un uomo seduto davanti al Farmer market. Pensando che fosse il guardiano del mercatino, ho chiesto a mia madre: “Come mai c’è bisogno di un custode per una struttura dove non c’è niente da rubare?
Mia madre ridendo mi ha detto che quel signore non è un custode, ma uno spazzino che, invece di pulire le strade a lui assegnate, prende servizio tutti giorni, parcheggia l’auto, sta seduto sul muretto del Farmer market per circa due ore e poi se va… e la giornata lavorativa per lui è finita”.
Meravigliato e confuso, ho raccontato la cosa a scuola ai compagni e agli insegnanti. La docente di lettere non è rimasta sorpresa e mi ha detto che purtroppo qui da noi non è un caso isolato:”di lavativi e vagabondi, come questo signore (che ha chiamato operatore ecologica), ce ne sono tanti nella nostra città, dove è una regola non rispettare le regole e non fare i necessari controlli. Sono in pochi a lavorare seriamente, e solo per personale senso del dovere e coscienza… Purtroppo la società di oggi permette le cose più strane e garantisce soprattutto quelli che si comportano male, penalizzando le vere persone perbene… Qui, per tanti motivi lunghi da elencare e da spiegare, la contraddizione tra il corretto e lo scorretto è ancora più evidente… Ci sono infatti, per esempio, persone stipendiate che non fanno il loro dovere (come il nostro spazzino e tanti sistemati con raccomandazione nelle società create dalla politica, per gestire in modo clientelare il controllo sugli elettori) e altre che da volontarie, senza retribuzione alcuna, svolgono il lavoro di altri (come accade nella nostra scuola, dove un’applicata di segreteria, in pensione da più di 20 anni, viene tutti i giorni, illegalmente, a svolgere il lavoro dei titolari vagabondi e gioiosi assenteisti)…
Tutto questo non mi sembra giusto. Così ho deciso che domani andrò a chiedere spiegazioni sia allo spazzino che alla dirigente scolastica: al primo dirò di fare il suo dovere, perchè non è giusto rubare lo stipendio, che tutti gli paghiamo, compresi i miei genitori; alla preside dirò che non è giusto e non è legale sfruttare la disponibilità di una pensionata, per coprire i vagabondi… Se non rispetteranno le regole, ho intenzione di chiamare i carabinieri e Striscia la notizia… (Aldo)

      

  

da “Il nuovo millennio” di Carlo Ripolo