Letterina di Natale 2019

Defilato spesso sui social per non importunare e infastidire, mi concedo ogni anno, a ridosso del Natale, la licenza di fare gli auguri ad amici e parenti, con lo strumento ormai in disuso della letterina (come da bambino facevo con i genitori, infilandola sotto il piatto di papà il giorno della festa più bella), per condividere sentimenti, emozioni e qualche briciola di riflessione in libertà (convinto e ormai rassegnato che “io non ho il potere di cambiare il mondo, ma certamente sì la libertà di dire come vorrei che fosse…”). Non avendo mai riscontrato seriamente se tale pratica sia gradita ai destinatari oppure sopportata, anche quest’anno mi permetto di insistere…
Comunque vi abbraccio tutti e invio i migliori auguri di Buon Natale…

 

Quando Dio creò l’uomo e la donna, volle aggiungere qualcosa di più e di speciale. Diede loro innanzitutto la posizione eretta, differenziandoli da tutti gli altri animali. Poi aggiunse alla sensibilità e all’istinto, comuni a tutti gli esseri del mondo vegetale e animale, alcuni doni sorprendenti unici e di eccezionale valore, che il Sommo custodiva come tesori in sicure caverne, all’interno delle catene montuose più inaccessibili della Terra e negli abissi più profondi del mare. E lo fece in modo solenne.

Infatti li chiamò nella sua reggia e con voce austera disse loro:
“Oggi è un giorno importante per l’Universo, perché vi voglio plasmare a mia somiglianza e darvi ciò che dall’eternità viene custodito con rispetto segretezza e gelosia. Da oggi trasferisco in voi la coscienza del bene e del male, invitandovi a conservarla con cura nella parte più intima del vostro essere, a farla crescere e trasmetterla ai vostri eredi come perla sacra unica e preziosa. Essa merita di essere custodita in un tempio grandissimo e luminoso, che ogni essere umano deve costruire, come un perfetto e bravo muratore, nell’arco della vita assegnatagli dal destino. Per far questo vi affido in dono anche gli strumenti necessari, da trasmettere pure questi a tutti gli eredi nel momento della loro nascita. Innanzitutto il progetto, stilato con caratteri aurei su un foglio divino, che vi servirà da guida continua. Poi gli strumenti necessari per realizzare e dare concretezza al progetto: l’intelligenza, il cuore e il libero arbitrio. Il primo strumento vi servirà a comprendere e valutare la realtà che vi circonda, il secondo a rapportarvi e a modificarla con amore e altruismo, il terzo a farlo in piena libertà, senza condizionamenti esterni alla vostra coscienza. La ricompensa sarà la gioia della realizzazione del progetto divino, la punizione sarà l’abbrutimento e la coscienza di questa degradante condizione. Però non vi lascerò da soli. Di tanto in tanto, quando ne avrete effettivamente bisogno, manderò tra di voi messaggeri per richiamarvi all’impegno e alla responsabilità…”

Detto questo, Dio scomparve fra gli abissi dell’Universo, mentre l’uomo e la donna si ritrovarono su un pianeta, che i loro discendenti chiameranno Terra, in un ambiente da vivere e da costruire, soli davanti alla loro coscienza.

Passarono secoli, trascorsero millenni, tutte le parti della Terra intanto si erano popolate. Gli eredi di quel primo uomo e di quella prima donna riuscirono a dominare tutte le parti del globo e a domare tutti gli esseri presenti. Con intelligenza e con creatività, sfruttando tutte le risorse a loro disposizione. Ma non sempre con amore e altruismo, spesso con odio e prepotenza, con cattiveria e volontà di far male. Mentre una piccola minoranza utilizzava gli strumenti per costruire ricercare e inventare cose utili per migliorare le condizioni di vita, la maggioranza degli uomini li usava per seminare zizzania e odio, per inventare guerre e costruire macchine di distruzione.

Dio, come aveva promesso, di tanto in tanto inviava sulla Terra esseri speciali per invitare gli uomini a ricordare sia il patto iniziale che la loro natura e a recuperare il valore del progetto da realizzare. Mandò Abramo, mandò Mosè, Pitagora, Buddha, Gesù, mandò Maometto, mandò Francesco di Assisi, Gandhi, Teresa di Calcutta… e tanti altri per aiutare gli uomini a ritrovare la via del bello, del vero e del giusto… ma con scarsi risultati.

Decise allora, nel 2010 del tempo terrestre, di convocare per la prima volta un Parlamento celeste straordinario per affrontare i punti nodali della vita sulla Terra: progetto iniziale,stato di realizzazione,rimodulazione del progetto o revoca definitiva. Alla sacra assise parteciparono i pochi uomini e donne che con il loro esempio e il loro insegnamento avevano cercato di riportare effettivamente l’umanità sulla giusta strada, purtroppo non sempre con successo e fortuna, e tutti i messaggeri che Dio aveva inviato periodicamente sulla Terra per ricordare agli uomini la loro condizione di depositari di un progetto divino,soprattutto nei momenti di confusione,di sbandamento e di predominanza degli istinti sulla ragione e sulla parte divina…

Dio, illustrate brevemente le caratteristiche e le modalità del progetto iniziale affidato al primo uomo e alla prima donna, constatato che solamente una piccolissima percentuale degli uomini, che si erano avvicendati sulla Terra per moltissime generazioni, aveva cercato di contribuire a rendere più accettabile la qualità della vita, si soffermò sulle tristi condizioni attuali del pianeta, sfruttato e inquinato oltre ogni ragionevole misura e avviato verso una sicura catastrofe…

Di seguito diede la parola a tutti i presenti, ai quali chiese lumi sui mancati percorsi umani e sul da farsi… Tutti i partecipanti intervennero, gli uomini con voce tremante per raccontare i loro percorsi e i tentativi di coinvolgere il prossimo vicino, i messaggeri per illustrare le loro strategie per richiamare l’umanità a forme più elevate di responsabilità…

Abramo disse con voce commossa: “Ho cercato di rendere testimonianza della sacra alleanza fra gli uomini e Te, che sei l’Altissimo, sacrificando anche gli affetti familiari più diretti, ma inutilmente:gli uomini non riuscivano a trovare la giusta via”.

Pitagora parlò del suo insegnamento, del suo invito a usare la moderazione in tutti i campi dell’attività umana e dei tentativi di realizzare quanto stava scritto sul frontone della Scuola attiva in Crotone: chi non sa quel che deve sapere, è un bruto fra i bruti; chi non sa più di quel che deve sapere, è uomo fra i bruti; ma chi sa tutto ciò che deve sapere, è un Dio fra gli uomini, ma inutilmente: gli uomini non riuscivano a trovare la giusta via…

Cristo evidenziò quanto la sua vita e il suo insegnamento, finalizzati al riscatto della condizione umana e portati alle estreme conseguenze di una morte ingiusta, seppur seguita dalla resurrezione per dare esempio e testimonianza di possibili cambiamenti, non sortirono, se non in minima parte, le profonde trasformazioni previste; tutto inutilmente: gli uomini non riuscivano a trovare la giusta via…

Francesco e Gandhi parlarono della loro esperienza e dei tentativi di dare fattiva testimonianza, predicando il primo la povertà e l’umiltà, il secondo il dialogo della non-violenza la tolleranza l’uguaglianza e la libertà, ma inutilmente: gli uomini non riuscivano a trovare la giusta via…

Maometto parlò del suo tentativo di dare unità ad esigenze spirituali e materiali a popoli con culture e tradizioni diverse, ma inutilmente: gli uomini non riuscivano a trovare la giusta via…

Madre Teresa di Calcutta parlò della sua vita messa al servizio degli ultimi per dare concreta testimonianza di come si realizza il progetto divino, ma inutilmente: gli uomini non riuscivano a trovare la giusta via…

Insomma tutti intervennero per spiegare il fallimento della loro missione, alcuni giustificando l’impossibilità di realizzare il progetto superiore alle capacità umane, altri evidenziando la mancanza negli uomini dell’umiltà, la sola dote che può fare crescere e migliorare…

L’Altissimo seguì con interesse tutti gli interventi. Con severità quelli che descrivevano lo sfacelo, con sornione compiacimento chi tentava di difendere la condizione umana, e dopo una lunga pausa prese la parola per le conclusioni e il giudizio finale: “Ringrazio tutti voi sia per gli interventi che per la vostra attività a favore dell’uomo, ma risulta evidente che gli esseri umani non sono riusciti nel corso della loro storia a utilizzare i doni concessi nel migliore dei modi. La tentazione di ritirarli subito è forte, ma per il rispetto che porto a voi qui presenti e a quella minoranza che li ha usati bene e ha cercato di realizzare un progetto dignitoso, voglio dare ancora una possibilità, ma sarà proprio l’ultima…

D’ora in poi, alla fine di ogni secolo terrestre procederò a verifica e valutazione dei comportamenti degli uomini, e in caso di giudizio negativo comincerò a ritirare gradualmente quanto concesso forse con eccessiva magnanimità: un dono alla volta ogni cento anni, incominciando senz’altro dal libero arbitrio… Poi ritirerò il cuore e i sentimenti, l’intelligenza, il progetto e infine la coscienza… lasciando loro solo l’istinto animalesco che hanno sempre utilizzato a piene mani…”

Detto questo il Perfettissimo continuò a muoversi negli universi per continuare la creazione di nuovi mondi e rendere perfetti quelli già creati…