4) Con speranza, ogni anno s’avanza

Il quarto mese: Aprile 2021

– quasi un diario tra riflessioni, cronaca e storia –

 

Uno (Versi aurei 1)

Per i tempi veloci e difficili attuali,

non è facile inerpicarsi sugli erti

sentieri dell’etica pitagorica

e recuperare predisposizioni,

ormai da tanto tempo scomparsi…

 

Onora prima di tutto gli dei mortali,

come è stabilito per legge, e osserva

il giuramento; poi gli splendidi eroi

e i demoni sotterranei rispetta,

come stabilito dalla norma.

 

Non è facile riconquistare il sensoCon speranz

del sacro e della vita, e il rispetto

dovuto da rendere al mistero del divino,

base e presupposto di ogni cammino,

diverso il contesto dei versi aurei

 

Onora i genitori e i parenti prossimi;

degli altri chi più eccelle in virtù renditi

amico; non odiare un tuo compagno

per una piccola manchevolezza, se puoi,

perchè potere è congiunto a necessità.

 

E’ complicato e macchinoso riscattare un sistema

di valori in una società corrotta che fonda spesso

i rapporti sull’interesse e sulla convenienza anche

con familiari e amici; e che alimenta la cattiveria,

l’egoismo, l’invidia e il complesso di Procuste…

 

Abituati a dominare lo stomaco e il sonno, il sesso e l’ira;

non fare niente di riprovevole con gli altri nè da solo;

rispetta sempre te stesso; persegui la giustizia in parole e

opere; non agire senza riflettere; sappi che tutti moriamo

e le ricchezze è facile ora guadagnarle ora perderle.

 

Non è facile riesumare, in contesti traviati e libertari

come gli attuali, atteggiamenti e comportamenti

di autocontrollo e rispetto per tutto ciò che merita

considerazione, o per tutti quelli che si spendono

per gli altri con vero spirito di servizio e di giustizia….

 

Dei dolori che i mortali ricevono in sorte, qualora te ne tocchi una quota,

sopportala senza irritarti. Conviene anche porvi rimedio, per quanto puoi,

e ricordati che ai buoni il destino non molti di tali dolori assegna.

Arrivano alle orecchie degli uomini parole buone e cattive, non spaventarti

nè lasciarti influenzare. Anche se ti si dice il falso, sopporta serenamente…

 

Intricato e macchinoso è ritrovare in comunità convulse come

le attuali, valori di condivisione e solidarietà, per intraprendere

in compagnia percorsi di crescita, di formazione e di civiltà…

I modelli correnti, in attesa di tempi migliori, apprezzano più

l’avere, il consumismo e il possesso che il dare e l’essere…

 

Quello che io dirò, in tutto si osservi: nessuno ti induca nè con parole, nè

con fatti a fare e a dire cosa che non sia per il tuo meglio; pensa prima di agire

per non commettere sciocchezze, è dello stolto fare o dire cose senza riflettere;

compi cose di cui tu non abbia a pentirti. Non fare cose che non sai,

ma apprendi quanto è necessario, così potrai vivere una vita felicissima.

 

Non è facile mantenere l’autonomia di pensiero e difendere il vero,

l bene e il giusto, laddove la sete di potere e la fame di denaro

distruggono la dignità propria e degli altri, l’ambizione sfrenata

ed egoistica anche la coscienza e i valori. Non è di tutti il potere

di cambiare il mondo, nè il diritto-dovere di dire come si vuole…

 

Bisogna non trascurare la sanità di corpo, ma serbare la misura nel bere e nel cibo

e nelle esercitazioni fisiche: chiamo misura quel tanto che non ti cagionerà molestia.

Abituati a un stile di vita puro e austero, e guardati dal fare cose che suscitano invidia.

Non spendere inopportunamente, come uno che non conosce regola, non essere avaro:

per tutto il meglio è la misura. Fa ciò che non ti recherà danno e rifletti prima di agire.

 

 

Due (Versi aurei 2)

Complesso e tortuoso è impedire che sia il tempo a usare e

scarabocchiare la vita in comunità moderne, e recuperare

l’autonomia e la libertà di impiegare il proprio. Testimoniare

cosa controcorrente o sconosciuto ai più diventa un’impresa

ardua e pericolosa, quasi come ricercare verità condivise…

 

Non accogliere il sonno sui molli occhi, prima di aver pensato tre volte a ognuna

delle azioni del giorno: In ché errai? Che cosa ho fatto? Quali dovere omisi?

E incominciando dalla prima azione passa a tutte le altre. E poi

delle cattive azioni che hai commesso rimproverati, delle buone rallegrati.

Affaticati intorno a queste cose, queste medita, queste devi amare: queste

ti guideranno sulle orme della virtù divina, sì, per colui che rivelò

alla nostra anima la tetrade fonte dell’eterna natura…

 

Non è facile diffondere l’impegno a condividere con gli altri

il bello e il vero, presenti, anche se in misura diversa, in tutti

i cuori, e lo sforzo di lavorare su se stessi per estirpare il brutto

e il falso, purtroppo diffusi in tutti gli animi e le menti, che

incattiviscono i rapporti e avvelenano i comportamenti…

 

Ma accingiti all’opera dopo aver supplicato gli Dei che abbia buon fine; così

facendo conoscerai l’essenza degli Dei immortali e degli uomini mortali, e come

ogni cosa divenga e come finisca. Conoscerai per quanto è giusto che la natura

in ogni cosa è simile a sé stessa: così non crederai nell’impossibile, né alcuna cosa

ti rimarrà ignota; conoscerai che gli uomini da sé stessi si procacciano i mali:

infelici, che, stando loro vicini i beni, non vedono ne intendono…

 

Contorto e confuso è il viaggio esistenziale di chi non crede

nella giustizia degli uomini e non ha fede in quella divina. Intanto

la storia insegna che le masse manipolate dal “potere” sono le più

povere e poco istruite, cosa che spiega i suoi tentativi continui

di recintare e ridurre il ruolo della Scuola e delle Agenzie educative…

 

Pochi conoscono la liberazione dai mali. Tale destino turba le menti dei mortali:

a precipizio sono trascinati verso altro con sofferenze infinite, poiché la triste

discordia, loro congenita compagna, li rovina senza che se n’avvedano: la quale

non si deve seguire, ma cedendo fuggire.Oh Giove padre, tu potresti liberare tutti

da molti mali, se rivelassi a tutti quale sia il proprio Demone…

 

Non è facile recuperare le condizioni interiori per approfondire

in libertà la conoscenza di se stessi, per affinare le giuste capacità

di decodifica di una realtà resa dall’uomo, complessa e complicata.

E’ più che impressione ritenere che l’unica libertà che si concede

l’uomo di oggi sia la scelta delle sue ramificate schiavitù…

 

Ma tu confida, perché divina è la stirpe dei mortali, ai quali la natura ha dato

ogni cosa a conoscerne il sacro; se ne sei parte, avendo fatto espiazione avrai

autorità su ciò a cui ti inizio e ti libererai dalle pene dello spirito. Astieniti dai cibi

di cui parlammo, durante le lustrazioni e le purificazioni operando con giudizio,

medita ogni cosa, ponendo al di sopra di tutto la mente, ottima auriga…

 

E se lasciato il corpo, ti libererai nel puro etere, sarai come un dio eterno,

incorruttibile, non più mortale.

 

Per i tempi veloci e difficili attuali, è proprio difficile

inerpicarsi sugli erti sentieri dell’etica pitagorica,

per i Cyloni di oggi e i tanti “rinnegati”, e lungo è

il percorso di preparazione alla purificazione e alla perfezione,

passaggio obbligato per salire, incorruttibile, al puro etere

 

 

Tre (Vita)

La vita è un mistero, che lascia sollevato

solo un lembo della sua copertura,

spiraglio più che sufficiente per chi ha

la vista giusta e la curiosità di sbirciare;

comunque il suo miracolo è alla portata

di tutti: il sole illumina tutti, i fiori non

celano la loro bellezza, il vento scompiglia

sia i capelli biondi che quelli corvini,

 

la pioggia bagna i visi di tutti i bimbi del mondo…

 

Solo in un contesto corruzione, confusione

e di falsità diffusa, la verità diventa pericolosa

non solo per i liberi e per chi ha il coraggio

di testimoniarla ma anche per l’equilibrio e

la stabilità del sistema… Per fortuna del sistema

politico ed economico non è contagiosa…

e per loro ulteriore fortuna pochissimi dicono

quel che pensano e fanno quel che dicono…

 

 

Quattro (Dio)

Tutti i ghirigori della nostra mente

riguardo al concetto di Dio non sono

che ostinate perdite di tempo. Dio

non ci sovrasta perchè sta in alto,

in un chimerico mondo celeste, ma

 

perchè nasce da dentro, dal profondo

della nostra anima. Non abbiamo bisogno

di andarlo a cercare chissà dove. Basta

guardare dentro di noi, nel nostro posto

più bello, più pulito che tutti abbiamo…

 

anche oggi giorno di Pasqua, che parla

agli uomini di rinascita e di resurrezione,

e li invita a rinnovarsi e vivere nell’amore

sincero, nella speranza e nella verità…

Buona Pasqua a tutti………

 

 

Cinque (cristianesimo)

Il “primato” qualitativo e quantitativo del Cristianesimo

non sta, secondo me, nella ritualità, nella simbologia,

nella dottrina o nell’organizzazione, bensì in quell’evento

straordinario che chiamiamo resurrezione…

 

Tanti, fin dall’antichità, filosofi e religiosi, hanno parlato

di immortalità dell’anima, dei suoi passaggi, di purificazione,

oppure di sopravvivenza alla morte e altro similare, ma

sempre in modo ipotetico e simbolico.

 

Solo Cristo ha tonificato la sua dottrina con la certezza

della resurrezione fisica, dando di ciò concreta testimonianza

a chi aveva (e ha) fede incerta e fragile come Tommaso.

Senza quell’attestazione, forse il cristianesimo e il suo progetto

 

non avrebbe avuto la forza di espandersi e coinvolgere

migliaia di generazioni nella speranza di vita oltre la morte.

 

 

Sei (Pensieri 1)

Il “Camino di Santiago” è anche la metafora della vita…

Un percorso lungo, nel tempo e nello spazio, che si fa

a volte da soli, spesso insieme ad altri anche per brevi

tratti, con il cambio continuo dei compagni…

ma l’arrivo è sempre in solitario…

 

Gli incontri conviviali sono sempre momenti importanti;

oltre alla funzione prandiale, servono per approfondire

conoscenze e sviluppare affetti e sentimenti. in più oggi

sono diventati di vitale importanza, considerato che

le occasioni di condivisione si sono ridotte al lumicino…

 

Dal sedimentato dei ricordi e delle esperienze individuali,

i sogni costruiscono nuove situazioni e nuove sceneggiature,

con accostamenti e miscelature originali. Invariabili invece

i caratteri delle persone, che nei sogni serbano comportamenti

identici, sviluppati nella realtà o da noi percepiti come tali…

 

Sia i governi dittatoriali che quelli democratici colpiscono

e puniscono gli innocenti e i buoni: i primi direttamente,

quando combattono le libertà individuali e il pensiero

libero; i secondi indirettamente quando garantiscono

eccessivamente chi commette reati…

 

 

Sette (Pensieri 2)

E’ difficile rispettare la libertà e la dignità

di chi non sa (o non ha preso coscienza)

e non vuole sapere di essere portatore

e titolare di tali valori…

 

E’ difficile, per chi vive di pregiudizi e similari,

concepire la diversità non come ostacolo, ma

come dono e arricchimento. E come trasformare

le paure in occasione di crescita e di dialogo….

 

E’ difficile far incontrare le risposte giuste

con le tante domande, che da ogni dove

si formulano, e spesso quando succede

purtroppo, non servono più…

 

Perchè è più facile amare chi è lontano

o estraneo e non i vicini di casa o i parenti,

sui quali spesso si scaricano tutte le nostre

frustrazioni, incapacità e delusioni?

 

 

Otto (rancore)

Quando la delusione non viene manifestata

e affrontata, si accumula trasformandosi

in rancore. Sentimento che unisce alla rabbia

il desiderio di rivalsa, a causa di un torto subito,

sia esso reale o immaginario. Quando si nega

così alle persone un’opportunità, il rancore

alimenta la voglia di rivincita e di vendetta…

 

In tali condizioni diventa difficile capire che

la “bellezza” della vita, sfrondata di orpelli e

sovrastrutture, si riduce a condivisione di idee

emozioni e sentimenti… Intanto si cresce

in fede, coscienza e conoscenza, più

nei campetti degli oratori e nelle sale dei passi

perduti che nelle Chiese e nei Templi laici…

 

 

Nove (esoterismo)

L’esoterismo è una disciplina e un metodo di ricerca interiore…

Il cammino iniziatico è un percorso di ricerca attraverso

il quale il Libero Muratore perviene alla consapevolezza di sè,

della sua più intima essenza, del significato del suo essere al mondo…

 

Il segreto iniziatico è un metodo non un contenuto: un affinamento

continuo della propria condizione interiore, progressiva disposizione

dell’animo a trasmettere e ricevere intuizioni arcane attraverso

la dialettica sottile e fascinosa del silenzio e della parola…

 

Il segreto iniziatico è autonomia della persona: è il singolo, sorretto

e confortato dai Fratelli, che perviene all’acquisizione individuale

della conoscenza e della saggezza; è conoscenza per simboli, segni,

per intuizioni…, è incomunicabile, è inesprimibile, è personale…

 

 

Dieci (politica)

In Italia i concetti di democrazia e di governo

hanno significati particolari: sono i politici

all’opposizione che hanno sempre una visione

chiara dei problemi e le ricette giuste sicure

per ogni provvedimento, quelli al governo

(quasi per principio e per legge elettorale)

 

sono incapaci e non capiscono mai niente…

 

Da anni l’alternanza democratica funziona

(si fa per dire) così… Soluzione? Chiara…

Basterebbe inserire nella Costituzione che

le maggioranze sono obbligate a governare

con i progetti elaborati dalle illuminate

minoranze e dalle esperte opposizioni…

 

 

Undici (malasanità)

A seguito dell’indecoroso spettacolo della cattiva gestione della pandemia da covid e del programma vaccini, conseguenza di anni di anni di mala politica che ha affossato e distrutto ancora di più una regione fragile come la nostra, in tutti i settori (e in primis nella sanità), senza che ci fosse una benchè minima reazione della gente ormai asservita e impotente; passività diventata vera sindrome che impedisce sia che si formi una classe politica capace che una massa di cittadini attivi e responsabili; conseguenza: una regione (e una nazione) bloccata nella crescita, che non riesce ad esprimere al meglio tutte le ottime potenzialità; un circolo vizioso, che si perpetua senza possibilità di trasformarlo in circolo virtuoso; oggi 11 aprile 2021 ho inviato al Dipartimento della Sanità della Regione Calabria la seguente mail:

<Invio per la seconda volta il modello indicato in oggetto in quanto nessuna risposta ho ricevuto alla prima mia richiesta…

Pur avendo patologie di fragilità (asma e ipertensione), pur essendo over 70, pur essendo coniuge convivente di persona fragile, non sono riuscito ancora a inserirmi nelle liste nè con la piattaforma nè con il modello allegato. Rispettoso delle regole, sto aspettando pazientemente e in silenzio il mio turno, senza utilizzare scorciatoie, come è giusto, considerato che nel mio percorso di vita professionale e privato ho insegnato (e vissuto con l’esempio) ai figli, agli alunni e a me stesso il rispetto della legalità, sia quella ispirata dagli uomini che da quella derivata dall’etica e dalla coscienza. 

Ora però mi sono stancato di assistere ai soliti spettacoli indecorosi dei furbetti (ne conosco parecchi, giovani sani ed atletici) che saltano la fila senza vergogna (anzi per molti -come è abitudine qui da noi- diventa vanto e nota di prestigio riuscire a scavalcare gli altri e ritenersi appartenere a “categorie privilegiate”) con l’assurdo avallo di chi dovrebbe controllare… E mi fermo qui per educazione.

Detto questo, chiedo solo di sapere quando arriverà il mio turno e come fare per inserirmi… E’ possibile avere una risposta? Grazie!>

 

 

Dodici (potere)

L’arroganza del potere è alimentata dall’ignavia dei tanti, dai cointeressi delle lobbies e dall’impotenza dei pochi che s’indignano…

Le rare rivoluzioni ripristinano solo per un breve periodo un parziale senso di giustizia… e poi si riprende ciclicamente con i soliti squilibri.

Sembra il frutto di una maledizione, che fa dire al popolo: “Possibile che ci resti solo da piangere? Possibile che tali condanne siano eterne e durature?”…

 

 

Tredici (aforismi)

In un mondo di ipocrisia e di menzogne

(come l’attuale), è uno sforzo notevole

contrarre con la verità più crediti che debiti…

 

Parte della storia di un Paese è dettato anche

dalla sua geografia, come parte della politica

fortemente oggi è condizionata dall’economia…

 

Le virtù degli Italiani crescono nell’ombra

(volontariato, professionalità, arte e cultura), i vizi

sono in piena luce (illegalità, inciviltà, corruzione).

L’Italia reale è paese migliore delle rappresentanze

istituzionali e delle sue rappresentazioni (classe

politica, classe dirigenziale, mezzi di comunicazione)…

 

Ancora oggi i saggi e gli iniziati vengono irrisi, ma

da coloro che non conoscono neppure l’uso dei loro sensi,

come i governanti sempre dai gruppi di opposizione…

 

Per poter ben attualizzare i principi e i valori della Tradizione

e illuminare il presente, i buoni insegnanti devono saper

leggere sia i libri e la storia che i giornali e la cronaca…

 

La verità non va mai attesa, come manna del cielo, ma sempre

ricercata nei posti giusti e nella coscienza, con vera umiltà,

con curiosità, con amore, con gioia, prudenza e meraviglia.

 

L’amicizia è una sola anima che abita in due corpi,

un cuore che batte in due anime” (Aristotele). Che bella

definizione del sentimento di condivisione più alto…

 

Da insegnante ho capito che niente si può insegnare

(non serve, non è giusto, non è naturale), si può solo

aiutare gli altri, socraticamente a far emergere

 

potenzialità e valorizzare il loro vissuto interiore…

Non più vasi da riempire, ma fuochi da accendere

perché gli allievi possano iniziare un vero percorso

 

di presa di coscienza e di conoscenza… Non è facile,

ma bisogna provarci con metodologie più innovative

e (perché no!) rivoluzionarie…

 

In caso contrario il rischio di rovinare intere generazioni

(e compromettere un vero sviluppo adeguato ai tempi)

è reale: gli errori del presente saranno visibili nel futuro…

 

 

Quattordici (aforismi)

Come nell’anno solare si alternano gli equinozi e i solstizi

(in virtù della posizione della Terra nell’orbita), anche

la vita degli uomini (e delle nazioni) è cadenzata e

caratterizzata simbolicamente da tali posizioni sia

sul piano psicologico-cognitivo che da quello esistenziale

(ai momenti di saggezza ed equilibrio equinoziali si alternano

altri di cadute e morte o di vita e crescita solstiziali)…

 

 

Quindici (poeta)

La parola mi rinvia a tante persone, che con i loro versi hanno indicato all’umanità un modo nuovo di vedere la realtà, facendola sfilare sui binari della musicalità e dell’armonia. Quella che segue è una riflessione su Mario Careri (un poeta di Ardore), inviata al Caffè letterario Mario La Cava di Bovalino, in occasione di una serata dedicata proprio al citato poeta:

<Sono contento della nobile iniziativa di dedicare una serata a Mario Careri, finalizzata a far emergere la figura di un uomo saggio, di un poeta di largo respiro e di un professionista serio, dall’oblio e dal letargo in cui comunità distratte e tempi veloci e superficiali, come quelli attuali, l’hanno relegato. Sorte comune purtroppo a tante eccellenze “emarginate” proprie dalle comunità alle quali erano legate, tanto da far dire al poeta: “M’hai relegato in un rupestre borgo / dove la mia battaglia quotidiana / affronto nel silenzio, e benché trascurato e non amato, / non oso abbandonarlo…”

Ho avuto il piacere di conoscere Mario Careri, per i comuni interessi verso la poesia e la cultura, e posso testimoniare che era un grande uomo, apparteneva a quella categoria pitagorica del chi sa più di quel deve sapere è dio fra gli uomini

Lo consideravo inoltre un Maestro di vita, a lui mi accostavo sempre con lo spirito dell’apprendista e l’atteggiamento dell’ubi maior minor cessat; ogni incontro diventava per me un motivo di arricchimento culturale e di godimento spirituale.

La sua grandezza e il suo valore non erano ostentati né appariscenti o mostrati, la sua bonarietà ed umiltà erano svianti per chi gli si accostava con preconcetti.

Con le armi della cultura, Mario Careri ha cercato di combattere l’ignoranza, l’arroganza, l’ipocrisia e la prepotenza dei nuovi barbari, convinto che i valori, i sentimenti e un “cuore intelligente” possono consentire agli uomini di trasformare le loro indignazioni vecchie e nuove in atteggiamenti propositivi; di usare la “parola” come ancella al servizio della verità e non prostituta al servizio dell’interesse e della convenienza; di riprendere nelle proprie mani il corso del loro destino; di impedire alle ambizioni sfrenate, agli egoismi e agli opportunismi la possibilità di relegare in un angolo meriti, competenze, correttezze ed onestà, per evitare che si attualizzi quanto amaramente affermava l’acuto scrittore di San Luca, che la disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile…

I suoi versi evocano, cadenzando nella struttura i tempi dei sentimenti e dell’estetica, il mito intramontabile della bellezza. A lettori culturalmente motivati le sue rime proiettano i fantasmi di un mondo scomparso, ma presente nella stratificazione culturale calabrese. In un mondo che a volte sembra perdere le coordinate giuste, i suoi poemetti indicano alle nuove generazioni valori e modelli di vita, le cui radici affondano nella nostra storia e cultura, e alle quali bisogna riferirsi soprattutto nei periodi di crisi.. perchè “cosa triste è passare / senza lasciare a chi resta / una messe di virtù / che incoraggino al bene e all’amore…”

Alla biografia, indicata nella locandina, vorrei aggiungere due attività non menzionate di Mario Careri: la conduzione e la gestione di una trasmissione radiofonica settimanale, presso una radio locale, sui poeti dialettali calabresi, portata avanti per un periodo abbastanza lungo (anche se la memoria non mi aiuta a quantificare); la cura di una pagina di cultura sul giornale “la voce della Conca Glauca”…

Mi dispiace tanto non poter essere presente…

Grazie e complimenti per la vostra attività, svolta con passione e amore: in un territorio “difficile” e allergico alle coordinate del vero, del bello e del giusto, il Caffè Letterario ormai è una bella e consolidata realtà, uno strumento serio di promozione e diffusione culturale di primo piano. Con affetto e stima…

 

 

Sedici (aforismi)

Sulla mia scrivania ho due piccole erme di Ippocrate

e Pitagora, in atteggiamento, a riposo, accigliato e serio,

che ad ogni telefonata cambiano espressione…

Il primo piange (e a volte a dirotto) ogni volta che sente

parlare di malasanità, di corruzione, disorganizzazione

e servizi medici scadenti. Ma ride felice per chi porta

rispetto e segue il suo giuramento…

 

Anche il secondo diventa triste e piangente ogni volta

che sente traditi i principi etici della convivenza umana,

sostituiti oggi da violenza gratuita, ambizione sfrenata

di potere e danaro. Ma sfodera, contento, un bel sorriso

per chi segue i “comandamenti” del versi aurei, il buon

senso e la giusta misura, col rammarico che pochi ormai

dei crotoniati apprezzano il suo pensiero e la sua scuola…

 

Con amarezza devo confessare che li vedo sempre tristi,

in lacrime e addolorati, in questo periodo caratterizzato

da ipocrisia, superficialità, contrasti, solitudine, egoismi,

pregiudizi, odio, arroganza, cattiveria e provincialismo.

Un profeta non è disprezzato che nella sua patria e

in casa sua“, recita amaramente il Vangelo di Matteo.

E non sempre la mente e il cuore sono in sintonia…

 

 

Diciassette (politica 1)

La politica di oggi, per niente democratica, presuppone che ci sia una minoranza di uomini forti e carismatici e una massa obbediente stupida e incapace di utilizzare il cervello. Non si spiega altrimenti il fatto che, nonostante sia stata soppressa ogni forma di partecipazione della gente comune al dibattito politico, considerato che i partiti sono diventati solo centri di potere, dove solo pochi decidono cosa fare, come ciò sia tollerato e spesso assecondato. Non si spiega altrimenti che, nonostante i cosiddetti politici siano ormai avvezzi a saltare da un’aggregazione all’altra, da uno schieramento a quello opposto con facilità e continuità, calpestando ogni coerenza ideologica e incuranti delle indicazioni degli elettori, come la gente continui a votare sempre quelle stesse persone, che hanno fatto del trasformismo una regola politica.

Risultato: l’Italia sembra una democrazia in declino perché ha dissipato un patrimonio morale, civile e politico, che aveva creato le condizioni migliori per una vera crescita del paese in tutti i settori e che era diventato modello per altri Stati. Solo un’inversione di tendenza può modificare tale stato di crisi: il ristabilimento di una giusta legge, di un’autorità credibile, soprattutto di tipo etico, di una gerarchia rispettosa dei ruoli, di una coscienza civile condivisibile; il rifiuto di tutti quei comportamenti levantini e superficiali, che ci hanno reso purtroppo famosi negli ultimi anni in tutto il mondo…

 

 

Diciotto (politica 2)

E’ difficile per chi ha sviluppato il senso del dovere e del servizio da prestare, oggi, “accostarsi” alla politica con l’unica intenzione e volontà di lavorare per il bene comune e l’interesse della collettività. Sono sempre infatti in agguato i “professionisti” della politica (l’intera attuale classe politica oggi, o quasi), quelli che vivono esclusivamente di politica, insieme ai “propri fidati clienti”, ai quali non interessano i risultati da conseguire per la crescita o la valorizzazione del territorio in cui vivono, ma solo il raggiungimento e la conservazione di una supremazia personale. Pertanto unico “metodo di lavoro” è quello di abbattere sempre l’avversario, soprattutto quello che opera bene e può dare “fastidio” in termini elettoralistici. Il tutto finalizzato a mantenere la posizione raggiunta. Povera Italia, povera Calabria, povera Crotone!

 

Diciannove (politica 3)

Eppure, nel degrado dell’immediato dopoguerra, a Crotone si era verificata una congiuntura favorevole: la presenza di una classe politica e intellettuale, vogliosa di riprendere in mano la propria storia e il proprio destino. Ciò ha permesso la crescita culturale di masse analfabete, la partecipazione in libertà e democrazia, l’aggregazione finalizzata alle lotte per il raggiungimento e il recupero di condizioni di vita più dignitose.

La lotta contro il latifondismo e l’istituzione del Premio Crotone furono due momenti cruciali del riscatto di questo territorio. Poi più avanti, passati l’entusiasmo e la tensione ideale, dagli anni ’60 in poi qualcosa è cambiato: la sete di potere e le ambizioni personali hanno trasformato i politici in gestori dei propri interessi, fino alle conseguenze estreme di degrado del giorni nostri:

– Il declino della politica ha portato a dilapidare un patrimonio culturale interessante e a mettere in crisi qualsiasi forma accettabile di convivenza.

– Difficile riannodare i fili di una trama che si è sfilacciata e che ha generato sfiducia e avversione per una classe politica, che vive arroccata nei privilegi e nelle magagne quotidiane, e autoprivatasi di ogni contatto con la realtà e il territorio.

– Nell’attesa di tempi e uomini migliori, è svanita l’illusione di costruire sulle ceneri della guerra e di forme di governo assolutistiche “una nuova società di uomini liberi e uguali di fronte alla legge”.

– Lo smantellamento delle strutture economiche più importanti del territorio è il naturale sbocco della disgregazione sociale ed etica di una comunità, ormai senza regole, senza identità, senza guida, senza entusiasmo e passione.

– Una comunità ormai sempre in ritardo con le scadenze della storia, incapace di capire e leggere la complessa e complicata realtà moderna, e le notevoli veloci e accelerate trasformazioni dei tempi moderni…

 

Venti (covid all’italiana)

Oggi, dopo due mesi di peripezie, sono riuscito a farmi il vaccino ed ho avuto l’esperienza di toccare con mano la solita disorganizzazione e furbizia italiana Il che mi ha rafforzato nelle riflessioni che hanno sempre accompagnato il mio percorso difficile (in un contesto sociale penoso) di formazione e di crescita:

– Il lungo evento drammatico (la pandemia da covid), che stiamo tutti vivendo, poteva essere l’occasione per prendere coscienza della deriva etica dei nostri tempi, per rivedere i nostri comportamenti, per intraprendere percorsi di crescita (e civiltà) e recuperare gli eterni valori della buona convivenza (rispetto, condivisione, compassione); purtroppo, con rammarico e dispiacere, mi consta che l’occasione sia stata persa e che si siano creati altre condizioni di difficoltà per trasformare in virtuosi i nostri cammini viziosi…

– Anche in questa occasione siamo spettatori impotenti di una gestione clientelare delle operazioni di vaccinazione, che ha permesso ai soliti furbetti di saltare le liste degli aventi diritto.

– Liste compilate dai burocrati e dai politici (per incompetenza o discutibili obiettivi personali), che hanno rigidamente indicato le patologie, senza riferimento alla realtà sanitaria di ogni paziente.

– Anche dinnanzi alla gravità del momento, i politici non hanno modificato i loro comportamenti, strumentalizzando la pandemia ed esibendo giornalmente i loro soliti teatrini parolai.

– E come ciliegina (amara) sulla torta, il contrasto continuo (puerile) tra governo e regioni, che sta disintegrando l’unità del Paese, facendo piangere i padri costituenti, che con l’istituzione delle regioni (e delle province) pensavano solo di allargare la base democratica, responsabile e partecipativa dei cittadini, mai immaginando che si trasformassero in centri di potere e di gestione clientelare. Povera Italia!

– Sono saltati da tempo sia i controlli “legali” che gli autocontrolli “morali”, e si vive in uno stato di anarchia primitiva, che “premia” l’arrogante, l’arrivista, il delinquente e il violento e “mortifica” il debole e chi rispetta i valori alti dell’uomo.

– C’è un vizio d’origine in tutto questo: in democrazia i rappresentanti eletti dovrebbero essere i migliori, i più preparati e competenti, i più retti e i più saggi, scelti e filtrati dai partiti e dalle associazioni. Purtroppo i partiti negli ultimi trent’anni si sono trasformati in altro (agenzie clientelari e uffici di scambio di favori tra i candidati e i procacciatori di pacchetti di voti), creando le condizioni di una politica aperta agli arrivisti, ambiziosi e nulla facenti e rivolta solo a curare interessi particolari e non collettivi… Così costretta a invadere, senza le necessarie competenze, tutti gli spazi della vita socio-economica per soddisfare la voracità di tutti gli attivisti dei vari partiti. Anzi ha fatto di più: non essendoci spazio per tutti nelle istituzioni tradizionali, ne hanno aggiunti altri, come partecipate e similari, con relativi inutili e incompetenti Consigli di amministrazione, che succhiano denaro pubblico…

A tal fine la politica, negli anni ’70/’80, ha deciso di “impadronirsi” senza competenze specifiche della Sanità e della Scuola, non per migliorarle, ma solo per sistemare i tanti portatori di voti che vivono da parassiti nei partiti. Purtroppo con la Sanità c’è riuscita, togliendo di fatto la gestione ai diretti interessati (i sanitari) e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Per fortuna con la Scuola un po’ meno,per il fatto che, dopo i primi tentativi di politicizzarla con i decreti delegati,

si è capito che il denaro circolante era poco e l’interesse elettorale scarso.

 

 

Ventuno (politica 4)

Quando una società non è più sorretta da ideali alti e valori condivisi, la corruzione diventa pervasiva. Anche in Italia si spiega così il percorso degenerativo degli ultimi decenni: esauritisi le spinte positive della Resistenza, la corruzione ha dominato la scena politica e sociale, soprattutto dagli anni settanta in poi, con gli scandali più eclatanti di “Lockeed” e di “Tangentopoli”, diventati “valore e modello” per le generazioni successive. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: inutilità e mancanza di controlli; debito pubblico alle stelle; Istituzioni autodelegittimate e non credibili, e sfiduciate sia dall’elettorato che dall’opinione pubblica.

Da questa situazione è difficile operare ripartenze credibili e durature…

 

 

Ventidue (politica 5)

L’efficienza e il funzionamento degli uffici amministrativi sono legati soprattutto alla capacità organizzativa dei dirigenti (di quelli nominati o vincitori di concorso solo per meriti personali e non per colore politico), alla loro capacità di risvegliare in ogni dipendente l’orgoglio dell’appartenenza, il senso del dovere, il senso del rispetto del lavoro e degli utenti, l’amor proprio e la dignità personale. Laddove è stato fatto i risultati sono sorprendenti (l’esempio del Comune di Bergamo è significativo). Infatti non basta solo controllare la presenza dei dipendenti e costringerli a stare nel chiuso di una stanza o seduti forzati davanti ad un computer. Bisogna motivarli e coinvolgerli nella proget-tazione e nella strategia lavorativa, così da risvegliare risorse impensabili e a costo zero.

La selezione per i ruoli dirigenziali deve assolutamente essere di qualità, e solo una selezione meritocratica può essere decisiva. La difficoltà sta nello smantellare un sistema corruttivo e clientelare, che porta a premiare con fondi cospicui dirigenti (e personale) che non hanno mai neppure tentato di lavorare per raggiungere gli obiettivi progettuali; e porta ad affidare incarichi delicati e di peso in base al colore politico…

 

 

Ventitre (politica 6)

Vivendo in contesti privi dei rudimenti del vivere civile (per un frainteso senso e uso delle libertà repubblicane); ma educato in famiglia al senso del dovere e del servizio, al rispetto della dignità e della libertà di tutti, al culto della “parola data” e dell’ospitalità (la “besa” albanese); e avviato e formato dalla scuola alla logica aristotelica e del buon senso (per limitare i danni del giudicare gli altri e noi stessi con criteri e misure diverse), alle certezze della matematica e del diritto; ho grosse difficoltà oggi (anno 2021, ma anche prima) a rapportarmi sia con le persone che con la burocrazia, e non capisco più cosa indicano i termini (ormai logori e snaturati) come Politica, Sindacato, Scuola, e tutto ciò che è riferito al bene, al bello, al giusto, al diritto e ad una civiltà condivisa…

 

 

Ventiquattro (politica 7)

Mai comunque scoraggiarsi, anche

quando si ha percezione che tutto

vada male e sia tutto negativo.

Tutto è connesso ai percorsi e

ai cammini, diversi nello spazio

e differenti nel tempo, che i singoli

i gruppi le società le comunità e

le nazioni affrontano di necessità

per acquisire nuove esperienze,

maturazioni e prese di coscienza,

per coprire inefficienze, per colmare

lacune e ritardi……. Ed è la storia

ad ammonirci, a ricordarlo.

 

 

Venticinque (politica 8)

L’obiettivo finale dei cammini è identico per tutti, diversi sono l’inizio e le tappe, come plasticamente può essere rappresentato dal “Camino di Santiago”, percorso e costellato, nei rituali 800 chilometri, ogni giorno da migliaia di pellegrini, in momenti e settori diversi, con motivazioni ed energie diverse, ma con la stessa voglia di raggiungere una meta che possa arricchire, riscattare, modificare in positivo abitudini e comportamenti. Partenze in tempi diversi, arrivi in tempi diversi, che, non considerati, fanno decifrare la realtà come contradditoria.

Solo una siffatta teoria dei Cammini (diversi nel tempo e nello spazio) di coscientizzazione e di conoscentizzazione può spiegare, ad esempio, i violenti comportamenti islamici odierni (simili alle violenze della Chiesa durante le Crociate e la Controriforma); oppure i ritardi dei “Sud” del mondo rispetto ai progressi di nazioni, già in avanzato stato di civile convivenza.; oppure la difficoltà (o l’impossibilità) dei capi religiosi, dei politici, degli intellettuali (ma anche dei soci di associazioni varie) a sedersi insieme attorno ad un tavolo per riflettere sugli elementi in comune, per discutere sulle diversità metodologiche delle loro dottrine, sulle identità degli obiettivi e soprattutto sui contrasti, apparenti perchè legati solo ai diversi percorsi temporali, che delimitano in modo deformante, differenziandoli, gli orizzonti culturali…

Solo così si può capire la diversa sensibilità nei confronti degli anniversari per non dimenticare che ogni anno vengono celebrati a ricordo di eventi importantis-simi della nazione (come quello di oggi dedicato alla Liberazione dalla dittatura fascista).

 

 

Ventisei (emigrazione)

La diffusa emigrazione meridionale,

che vede i nostri paesi spopolarsi,

deve rafforzare in chi resta il dovere

di mantenere vivo il mondo culturale

originario, le tradizioni e le atmosfere

specifiche, per offrirli ai paesani

emigranti che ritornano e che anche

da lontano sono sempre legati ai modelli

di vita che hanno lasciato alla partenza…

 

 

Ventisette (ruolo genitoriale)

E’ scontato che non ci sono modelli

genitoriali preconfezionati e validi

per tutti, sarebbe una omologazione

offensiva e intollerabile. Però alcune

indicazioni di carattere generale,

calate nelle particolari realtà familiari,

si possono condividere. Per esempio,

il suggerimento di dedicare tempo

(ritagliandolo tra i tanti impegni)

a parlare con i figli, a giocare con i figli,

a condividere i loro hobbies; di sforzarsi

a trovare il modo giusto di come aiutare

i figli a fare un percorso di crescita

(con rispetto e in libertà) e ad attualizzare

tutte le loro potenzialità e i talenti; di far

capire ai figli, spesso disorientati, a fare

le scelte giuste, a rispettare l’amicizia e

il valore della vita (e di essa ricercare

il bello, il vero e il giusto)…

 

Io confesso da genitore di averlo fatto

poco, delegando mia moglie e lasciandomi

travolgere dagli impegni di lavori…

E mi dispiace molto…

 

 

Ventotto (onomastico)

Onomastico delle due Valeria della famiglia.

Alle gemelle regalati tre libri: Il quaderno

dell’amore perduto di Valerie PerrinLe italiane.

Il Paese salvato dalle donne di A. CazzulloI leoni

di Sicilia. La saga dei Florio di Stefania Auci…

Con le seguenti dediche al femminile:

 

“Come nella vita anche nella storia, i veri

protagonisti non sono mai quelli che appaiono

in prima fila e si prendono i meriti, ma le persone

che operano dietro le quinte, con spirito di servizio,

per far crescere l’umanità… Come le donne di ogni

tempo, soprattutto quelle che portano il nome

illustre di Rossella e Valeria… Con affetto.”

 

Anche dietro questa grande famiglia calabro-sicula

(I Florio), vissuta tra vino e tonno, ci sono donne

che hanno contribuito alla sua ascesa e fama.

Come sempre nella storia dell’umanità… Buona

lettura, con la speranza che il libro susciti in te

la voglia e la curiosità di visitare i luoghi descritti

(in particolare le grandi cantine di Marsala e

la grande tonnara di Favignana… Con affetto.”

 

 

Ventinove (dialogo)

Per me litigare è debolezza, una vera dichiarazione

di impotenza, immaturità, ignoranza e vigliaccheria,

(caratteristiche le ultime, di chi pensa che l’ambizione

personale e il successo sociale si raggiungono solo

con villania, arroganza, aggressività, rabbia, ira,

maleducazione, inciviltà e scortesia). Dialogare

in libertà è arricchimento reciproco; scambio positivo

di esperienze; condivisione di briciole di saggezza

e di equilibrio interiore; alimentare l’amicizia e

la fiducia, liberare la mente e il cuore dall’ipocrisia

e dalla falsità. Credere sempre che per migliorare

gli altri, bisogna prima migliorare con umiltà se stessi.

 

 

Trenta (consuntivi)

Non sempre riusciamo a fare, della nostra vita

o del lavoro, consuntivi onesti e sinceri, quando

non si coglie il distacco tra ciò che si teorizza

e la difficoltà di calarlo e agganciarlo alla vita reale.

 

Chi riesce a saldare mondo teorico

con quello concreto dà alla propria vita

pienezza di significato… diventando vero

modello di vita ed esempio da seguire.

 

Non sempre è facile, pur dinnanzi

alla verità, capirne i contorni, come

non sempre è facile vedere in piena luce

i profili delle persone e i margini delle cose…

 

Io intanto non riesco a vedere intorno a me

più bellezza, verità e giustizia… e non capisco

se per miei limiti o per obiettivi ostacoli esterni.

Ma la voglia e il desiderio di loro è grandissimo.

 

E credo ancora (con Will Rogers) che “Ciò di cui

un paese ha bisogno sono unghie più sporche e

menti più pulite“, per volare alto e condividere

con gli altri l’avventura della conoscenza e i tanti

 

doni gratuiti che la vita offre: il sorriso, l’attesa,

la gioia, la fede, il sorriso, la felicità, la libertà…

Solo così gli altri potranno essere considerati

con occhi diversi e gratificati nell’autostima

 

con poche e semplici parole di incoraggiamento.