1) Con speranza, ogni anno s’avanza

 

Il primo mese: Gennaio 2021

– quasi un diario tra riflessioni, cronaca e storia –

 

Uno

Non so se, nell’anno già archiviato,

abbiamo seminato bene, uomini e istituzioni;

sicuramente la giustizia del karma produrrà

i suoi effetti, da cui trarre nuovi auspici,

parole, riflessioni per l’arcano futuro…

 

Non so se, a ridosso dell’anno già dei ricordi,

abbiamo avuto il tempo di registrare al meglio

i progetti in corso e impostarne altri, con nuovi

occhi e curiosità, ai nostri desideri e possibilità,

da cui rafforzare energie, capacità e conoscenze.

 

Non so se, nell’anno pandemico appena trascorso,

abbiamo capito che nel bene e nel male l’uomo

è “misura di ogni cosa” ed artefice della vita,

non sempre purtroppo organizzata e gestita

con il giusto equilibrio, amore e sobrietà…

 

Mai scaricare sugli altri le personali frustazioni.

E’ solo sinonimo di debolezza e ingenuità critica.

Ogni frammento di verità è da cercare nel silenzio

e nel raccoglimento dell’anima… geloso deposito

di ricordi, memorie, esperienze e sentimenti…

 

Intanto, già da qualche ora gli uomini brindato

ancora alla loro follia e alla loro incoscienza…

 

 

Due

Di sviluppare, auguriamoci tutti, ad inizio anno

tutte le potenzialità che abbiamo avuto in dono.

Fissiamo obiettivi alti e a lungo termine, mai

vivere solo per le inezie, che non producono

crescita vera, progresso e neppure entusiasmo.

 

Nei nostri cuori solchiamo, con esperti aratri,

e nelle nostre menti, per trovare pace, serenità

e la voce di Dio. Coltiviamo i poco estesi campi

della verità, e abbandoniamo la via dell’ipocrisia,

della menzogna, della falsità e di ogni furbizia…

 

 

Tre

Vedo parlare politici in tivù, il solito teatrino.

Cosa fare per cambiare una classe politica

di siffatta natura: corrotta, egoista, incapace

e senza vergogna. Espressione fedele e chiara

di una società che ha perso da tempo (o mai avuto)

 

il senso del servizio, del dovere e del sacro…

 

Pur di delegittimare l’avversario o il nemico,

non si costruisce, non si aiuta a costruire, anzi

si impedisce agli di costruire e di progettare.

Un vicolo cieco, un circolo vizioso e complicato.

Come uscirne? Come trasformare opinioni

 

personali in frammenti di verità condivisibili?

 

Come trasformare il complesso di Procuste

in umiltà e solidarietà? Come tramutare

i modelli virtuali dei social in comportamenti

veri, reali e duraturi? Difficile dare risposte

o indicare una pur minima accettabile soluzione.

 

 

Quattro

In periodi di crisi democratica, come gli attuali,

e di pandemia, spontanea soccorre la saggezza

antica, oggi poco curata e mal considerata:

 

“Chi vive in salute e libertà, ha grandi doni

e spesso non lo sa”. Parole da tenere in mente.

 

Ponderiamo bene le nostre priorità; viviamo

in libertà le nostre esigenze, non filtrate

da parvenza, perbenismo e ipocrisia.

 

Torniamo all’essenzialità dei nostri bisogni,

diamo spazio al recupero di umiltà e umanità.

 

 

Cinque

Già provato scientificamente,

l’abbassamento del QI medio,

nell’ultimo trentennio. Dato

già assodato e sperimentato.

 

I nuovi modelli culturali, basati

su modelli di comunicazione

veloci e superficiali, impoverito

hanno il linguaggio ed ostacolato

 

l’elaborazione di pensieri complessi

e variamente articolati….

 

 

Sei

Non aver paura di inseguire i tuoi sogni,

non aver timore di volare alto e abbi sempre

il coraggio di esprimere le tue idee, anche

le più sgradite e controcorrenti. E ad esse

sii sempre fedele con coerenza e passione.

 

Non aver vergogna di coltivare i buoni sentimenti,

anzi, se puoi, sforzati di conservare più a lungo

possibile, la curiosità e l’innocenza infantile:

di sicuro anche la Befana, commossa e contenta,

riempirà la tua calza di cose buone e interessati.

 

 

Sette

Permesso è giocare con la parola, mai con i valori e i sentimenti.

 

La sua plasmabilità la rende a volte inutile, fuorviante, autoritaria,

referenziale, arrogante, prepotente, latitante, diseducativa,

insufficiente e impotente a rappresentare i bisogni dell’uomo libero

e di buoni costumi. E purtroppo quasi sempre non in sintonia

con i comportamenti e i valori, con la società e il territorio…

 

Permesso è giocare con la parola, mai con i valori e i sentimenti.

Parola che si prostituisce e vende la sapienza per denaro e per potere,

parola scettica che inganna e delude, parola sofistica che si pone

al servizio dei clienti e non della verità. La stessa che mi ritrovo

spesso ad usare solo dopo infiniti compromessi, per trovare conforto,

liberazione, ricompensa comunicativa e parlare con me stesso sine cera

 

Permesso è giocare con la parola, mai con i valori e i sentimenti.

 

 

Otto

Ho convinzione radicata che le parole contano veramente solo

sulla bocca dei giovani, capaci di fare domande oneste e dare

risposte concrete, al contrario degli adulti ormai avvezzi

ad usare spesso le parole in modo ipocritamente strumentale.

 

Non è eresia pertanto attestare che sono i giovani a dover indicare

nuove strade formative agli adulti e non viceversa… e dir loro

che si può progettare un futuro migliore per tutti, a patto che

ci si liberi da catene, pregiudizi e nuove schiavitù…

 

Anche se le parole non hanno significati assoluti o per tutti

identica valenza… Sono i contesti e le diverse forme educative

a dispensare definizione e contenuto ai lemmi e a dar loro

coloriture e sfumature diverse nelle varie codifiche….

 

 

Nove

Termini come partecipazione, cittadinanza attiva, condivisione,

deontologia professionale, progettualità, senso del dovere,

senso del bene comune… nelle varie realtà sociali e culturali

(tradizionaliste e chiuse o possibiliste e aperte) e in contesti

governativi diversi (democratici, oligarchici o assoluti)

 

hanno valore diversificato e finalizzati ad obiettivi diversi…

 

Analizzando in particolare, nei paesi con ben precisa identità

culturale e con senso dello Stato il termine partecipazione

è inteso come contributo al bene comune e a rendere agevole

e civile la convivenza; al contrario nei paesi dove è sviluppato

in modo egoistico l’individualismo e gli interessi di pochi,

 

lo stesso termine è inteso come possibilità privatistiche

e relativistiche di “partecipare per fregare gli altri”…

 

Nei primi, diritti e doveri sono espressioni di normalità,

due facce della stessa medaglia, un dare e ricevere equamente…

Negli altri paesi (quelli che per storia e posizione geografica,

hanno sviluppato un carattere “levantino”…) i diritti diventano

occasioni per i potenti di elargire favori e mantenere consenso,

 

per i furbi possibilità servirsi di tutto in modo truffaldino.

 

Per i primi i doveri sono vissuti come un dare contributi

alla crescita collettiva, per i secondi una ulteriore occasione

di togliere alla comunità tutto ciò che è possibile arraffare

per interesse personale o di gruppo…

e così anche per tutti gli altri termini considerati….

 

 

Dieci

Nella mia vita non tutte le parole hanno uguale dignità.

Per la loro capacità evocativa espressiva e significativa,

solo alcune riescono a dare maggiore sostanza e chiara

forza simbolica ad eventi e situazioni, trasformandosi

in pietre miliari dei momenti più significativi e segnanti

della mia esistenza, dai progettuali a quelli a consuntivo.

 

E’ collegata ad un vissuto emotivo e cognitivo, ogni parola;

tutte formano una trama e un intreccio di collegamenti e

nessi logici, nello sforzo di dare unità chiara ai concetti,

alle emozioni e alle verità. Attraverso un processo strumentale,

che va dalla concentrazione e dalla riflessione profonde

alla meditazione e alla contemplazione catartiche…..

 

 

Undici

Da tempo immemore mi pongo domande, alle quali,

pur tra analisi e riflessioni, non ho saputo mai dare

una risposta: “Perchè da noi non è possibile fare ciò

che normalmente si fa in altri siti? Perchè da noi

la ricerca del vero, del bello e del giusto diventa

un’operazione complicatissima?” Incomprensibile.

 

Pur giustificati in parte da situazioni storiche e geografiche

estreme, analizzate e sviscerate da studiosi e politici, prima

fra tutte la presenza di un potere arrogante, che da secoli

ha eretto ostacoli, con logiche clientelari e violenze psicologiche,

alla formazione di cittadini liberi, attivi e responsabili. Pur

consapevoli che in tali condizioni è difficile che si formi

una classe politica efficiente e adeguata ai bisogni; è arduo

che si ricerchi il vero, il bello e il giusto; è difficile ingrossare

le fila del partito del buon senso e della logica, che da noi

ha sempre avuto, purtroppo, pochi iscritti..

 

Difficile senz’altro, ma forse non impossibile: recuperare

il positivo della nostra storia; prendere coscienza dei nostri bisogni;

fotografare la situazione; fare appello alla nostra volontà, entusiasmo

e capacità; sdoganare tutte le sane energie in nostra dotazione…

Perchè da noi non è possibile fare ciò che normalmente si fa in altri siti?

Perchè da noi la ricerca del vero, del bello e del giusto diventa arduo?

 

 

Dodici

Vivo in un posto sporco e abbandonato, una vera discarica a cielo aperto…

mi vergogno per me e per tutti quelli che vengono da lontano ignari e

si lamentano: ma cchi razza i paisi è chistu, u tenunu mancu nu pocu i dignità.

 

Vivo in posto dove non funziona niente nel modo giusto e nessuno protesta…

mi vergogno per me e per tutti quelli che vengono da lontano ignari e

si lamentano: ma cchi razza i paisi è chistu, u tenunu mancu nu pocu i dignità.

 

Vivo in posto dove impera l’egoismo e ognuno pensa solo agli affari propri e

non gliene frega niente dei problemi degli altri; dove pochi sono i costruttori

e molti sono i criticoni, distruttori, i denigratori, i detrattori e i delegittimatori.

 

Mi vergogno per me e per tutti quelli che vengono da lontano ignari e

si lamentano: ma cchi razza i paisi è chistu, u tenunu mancu nu pocu i dignità.

 

 

Tredici

Tre amici al bar.

Il primo diceva che tutti i migranti, regolari e irregolari,

buoni e cattivi, sono una risorsa per l’Italia, per il contributo

che danno alla crescita economica e culturale del paese. Anche

i migranti che delinquono muovono l’intera economia, dando lavoro

ai giudici, agli avvocati, ai lavoratori delle carceri e al suo vasto indotto.

 

Il secondo diceva che la lotta alla mafia, come si fa oggi, è inutile

e inefficace, perchè non è mai rivolta direttamente contro i mafiosi veri

in carne ed ossa, ma contro nomi astratti; perchè ai mafiosi reali

si garantiscono superdiritti (e possibilità di provare tutti i trucchi

per non pagare i reati) e alle loro vittime solo il diritto di essere vittime;

perchè, durante le manifestazioni oceaniche con candeline e slogan,

si sfila lontano dalle case dei delinquenti, invece di andarli a prelevare,

prenderli a calci nel sedere, e mandarli via dopo averli processati

pubblicamente, derisi e sputati… Concludeva che al contrario sono i mafiosi

che prendono a calci lo Stato, facendo pagare le conseguenza di questo stato

di cose alla gente normale e onesta, in carne ed ossa; e in questo caso – insisteva -,

dal momento che la legge è tremante, i cittadini hanno diritto a farsi giustizia,

sanando le ferite, al posto di chi fa le leggi e di chi dovrebbe farle rispettare…

 

Il terzo signore, con volto serio triste e incavolato, diceva che in tutte le epoche

sono morti invano “quelli che si sono battuti fino alla morte per difendere e

affermare i diritti di chi non li rispetta, la dignità e la libertà di chi non sa e non

vuole sapere di averli… Ditemi voi (rivolgendosi ai due amici) se conviene

battersi per cose di cui molti non vogliono avere coscienza e conoscenza!”

 

 

Quattordici

Testamento di un padre deluso.

 

“Figghicè, io nella vita mi sono sempre sforzato di rispettare la legge degli uomini e quella di Dio (e non è stato facile per molte cose), e in cambio tutti i santi giorni mi sono amareggiato e sono stato preso a pesci in faccia (come si dice quando si subiscono torti); pertanto sto cominciando a pensare di cambiare atteggiamento, adottando un nuovo ‘decalogo’, che potrei chiamare degli ‘stuffamenti’.

Primo, mi sono ‘stuffato’ di prenderla sempre a quel paese.

Secondo, mi sono ‘stuffato’ di comportarmi correttamente, tanto non serve nè a me nè agli altri.

Terzo, mi sono ‘stuffato’ di porgere sempre l’altra guancia, perchè ormai la stessa è arrossata e gonfia oltre misura, da fare spavento.

Quarto, mi sono ‘stuffato’ di fare le file con pazienza e poi di essere superato sempre, con furbizia, dall’ultimo arrivato.

Quinto, mi sono ‘stuffato’ di rispettare il codice della strada ed essere per questo preso a parolacce perchè rallento le corse cittadine dei ‘padroni’ delle strade, perchè attraverso gli incroci solo col verde, perchè non dò la precedenza a chi proviene dai sensi vietati, perchè rispetto i limiti di velocità (cosa grave e offensiva), perchè mi fermo per far passare i pedoni sulle strisce; oppure preso in giro perchè, quando guido, non fumo, non parlo al telefono, non mando messaggi, uso la cintura e non parcheggio nei posti riservati ai disabili…

Sesto, mi sono ‘stuffato’ di rispettare le modalità indicate dall’ordinanza comunale relative alla raccolta dei rifiuti e di raccogliere le cacche del mio cane, per poi calpestare quelle degli altri.

Settimo, mi sono ‘stuffato’ di pagare le tasse non in proporzione alle mie entrate, ma per coprire gli sprechi di una classe politica vorace e corrotta e compensare il buco degli evasori e di tutti i professionisti e commercianti ricconi, che non rilasciano ricevute e fattura per le loro attività.

Ottavo, mi sono ‘stuffato’ di difendere (fino alla morte..) le idee e il diritto alla parola di quelli che non hanno mai avuto uno straccio di pensiero decente e utilizzano la parola solo per i propri interessi e non per dire la verità.

Nono, mi sono ‘stuffato’ di non fare agli altri (di ricambio) il male che gli altri sistematicamente fanno a me; e di votare gli incapaci, gli incompetenti, i ladri e gli arrivisti, che si candidano solo per curare i propri interessi.

Decimo, mi sono ‘stuffato’ di studiare con impegno per migliorarmi, di partecipare ai concorsi senza la raccomandazione di rito, di chiedere lavoro senza prostituirmi al potente di turno, di votare liberamente per i meritevoli e i capaci, di rischiare la vita solo perchè ho voglia di una vita sociale normale…”

Dinnanzi all’amarezza del figlio, il padre conclude: “Figghicè, il mio era uno sfogo con ironia; tieni sempre a mente che cu nasci tundu, non mori quadratu”.

 

Quindici

Oggi mi è captato di leggere tanti spunti di riflessioni,

tutti interessanti, che stimolano risposte articolate e

prese di coscienza, da mettere in crisi qualsiasi modello

di vita contemporaneo…e i relativi comportamenti…

 

“Non possiamo essere tutti degli eroi. Qualcuno deve

sedersi sul marciapiedi ad applaudire al loro passare”.

 

“Quando pensi di essere troppo piccolo per fare grandi

cose, prova a fare piccole cose con un grande cuore

pieno di amore. Non saprai mai ciò che puoi fare fino

a che non provi… Una pietra può brillare, ma questo

non fa di lei un diamante.La gente può avere soldi, ma

ciò non li rende persone di successo. Sono le persone

apparentemente poco importanti che determinano

il corso della storia. Gli acquazzoni estivi fanno più

degli uragani, ma essi non fanno molta pubblicità….”

 

“Il potere (come il buon oste) deve servire al meglio

i clienti (i cittadini), giammai servirsene e angariarli”.

 

 

Sedici

Mio nipote (lo stesso di prima) ripete sempre con amarezza: “A scuola mi hanno sempre detto che tutti quelli che servono lo Stato e occupano posti di responsabilità debbono gestire la cosa pubblica come il buon padre di famiglia… Però, guardandomi in giro, non mi sembra che questo avviene sempre, anzi si ha l’impressione che non succede mai.

Sprechi; opere appaltate per un importo x, che diventano alla fine costosissime, con la scusa delle varianti in corso d’opera; opere iniziate e mai completate; opere che non servono, fatte solo per spillare soldi allo Stato o alla Comunità europea; opere fatte male o continuamente distrutte e vandalizzate…

Mio padre è un vero buon padre di famiglia, perchè ricerca il bene della famiglia, spende come è giusto, non spreca, fa l’interesse di tutti noi… Per questo spesso gli dico: “papà, perchè non ti candidi a sindaco, visto che sai gestire bene i soldi e fare gli intereressi di tutti?”

E lui mi risponde che oggi la società non premia gli onesti, i meritevoli e i capaci, ma favorisce i furbi, i ladri, i corrotti, gli arrivisti… Però, per consolarmi, conclude sempre dicendo che questa situazione non può durare a lungo e le cose sicuramente cambieranno… Io credo in mio padre e mi attacco a questa speranza. Intanto cerco di studiare per migliorami ed essere pronto a dare il mio contributo a cambiare la società di domani…

 

 

Diciassette

Mio nipote mi ha detto che il professore di italiano gli dice sempre di cominciare a sviluppare fin d’ora “una coscienza politica e sindacale, il senso dell’appartenenza, il senso del dovere, lo spirito di servizio, la capacità di dialogo e di partecipazione”, tutte capacità da mettere, poi da adulti, a disposizione della collettività, per farla crescere. Io ho provato a guardarmi intorno e seguire gli adulti per imparare, ma ho visto e incontrato tante cose strane.

Per cominciare ad imparare qualcosa, sono andato con mio padre ad una riunione del partito, dove lui è iscritto, ed ho visto persone che sbraitavano e minacciavano i compagni, altre che parlavano male di tutti gli altri partiti, tutti chiedevano qualcosa per se e per il proprio gruppo. Sono tornato a casa stravolto, triste e dispiaciuto.

Sono andato un’altra volta ad una riunione del sindacato di mia madre, ed anche qui ho sentito gente gridare, rivendicare aumenti di stipendio, parlare solo di diritti acquisiti e da acquisire, mai un accenno ai doveri. Dinnanzi al mio sguardo perplesso, mia madre mi ha detto che è sempre così.

Ho cercato anche di seguire l’ultima campagna elettorale, per cominciare a farmi un’idea dei problemi sociali, ma ho visto e sentito solo tante cose brutte. Quasi tutti i candidati a parlare male, con toni minacciosi, degli avversari e ad offenderli, quasi fossero dei nemici e non cittadini della stessa comunità, tutti poi a promettere mari e monti, pur di farsi votare. Ho chiesto spiegazioni ai miei genitori e mi hanno detto che le campagne elettorali sono sempre così e di non prenderle troppo sul serio. E’ un teatrino che si ripete ad ogni tornata elettorale e finisce solo dopo il voto.

Sono andato l’altro giorno con i miei compagni di classe ad assistere a una seduta del consiglio comunale, ben preparati dall’insegnante di italiano. Siamo rimasti scioccati. Consiglieri che urlavano con la bava alla bocca, altri che accusavano gli avversari di fare i propri comodi e interessi, tutti a criticarsi su tutto, su nessun argomento si riusciva a trovare un accordo, mentre il povero sindaco ricordava a tutti di “non dare spettacolo indecoroso perchè ci sono ragazzi che ci guardano”…

Dinnanzi a questi brutti spettacoli, una cosa però l’ho capita: la scuola cerca di educarci a diventare buone persone e cittadini convinti, indicando esempi positivi e le leggi della Stato, ma la società poi rovina tutto perchè ci fa vivere con modelli diversi, rivolti all’interesse personale, alla raccomandazione, all’ambizione personale da soddisfare a tutti i costi, all’esaltazione dei diritti individuali e alla non considerazione dei doveri. Una vera giungla, da società primitiva e incivile.

E’ una sofferenza continua. In queste condizioni la mia crescita vacilla e sviluppa un senso di rifiuto alla partecipazione politica, sindacale e culturale…

 

 

Diciotto

Le vie dell’invadenza sono tante, nella vita,

a volte, con risultati devastanti: il ricatto

e il senso di colpa, irrispettosi della dignità

e di ogni lecita libertà. Unico il percorso

giusto da recuperare: il dialogo sincero,

la condivisione convinta, l’umile saggezza

del buon senso… e l’orizzonte culturale vasto.

 

La storia degli uomini si costruisce giorno dopo

giorno, intrecciando passato presente e futuro.

 

 

Diciannove

Non inseguiamo le farfalle, sono più veloci

di noi. Fermiamoci, stiamo fermi e ritti

come candelabri rivolti al celo: saranno loro,

le farfalle, a cercare riposo sulle nostre dita.

 

La felicità si costruisce sul rispetto della libertà

di scelta, le costrizioni soffocano sia la libertà

che la felicità. Nell’uomo la sola e unica schiavitù

ammissibile è alla verità e alla libertà…..

 

 

Venti

E’ più facile spesso veder chiaro dal buio che non

in piena luce: sono gli occhi dell’anima a determinare

lucidità, trasparenza e definizione…

 

In contesti difficili come i nostri, chi può sponsorizzi,

al servizio della verità e della libertà, e valorizzi

il partito del buon senso e della giustizia sociale.

Solo la contagiosità etica può ridurre la corruzione,

le pratiche clientelari e la mentalità mafiosa…

 

Non serve aggiungere alla montagna legislativa

altre norme giuridiche… ma scavare negli animi

e recuperare il senso del sacro e della vergogna.

 

Lo spettacolo, che danno le Istituzioni, è penoso.

 

 

Ventuno

Non è facile essere pitagorico, se ciò significa “comprendere e asservire” la realtà in termini matematici. Una realtà (soprattutto quella umana) non facile da definire, sfuggevole, mai definitiva o definita adeguatamente, in contrasto continuo e contraddittoria, che si rinnova ciclicamente sempre con le stesse caratteristiche, attraverso la lotta tra i classici dualismi (bene e male, positivo e negativo, odio e amore, e così via), tali da mettere in crisi quotidianamente i sistemi “perfetti” e chi vuole trarre “definitivamente” l’ordine dal caos…

In verità già lo stesso Pitagora era entrato in crisi, nel momento in cui scopriva amaramente che il suo sistema armoniosamente matematico e geometrico non era perfetto (con il mistero del delitto di Ippaso), e che all’irrazionalità del “mondo” corrispondeva esattamente anche l’imperfezione dei numeri irrazionali (decimali illimitati non periodici)… Ritengo che la filosofia sia nata dall’esigenza di colmare la suddetta lacuna, e la sua fine sarà segnata dal raggiungimento di tale obiettivo; ciò che l’umanità (con tutte le sue debolezze e fragilità) è costretta a vivere al tempo del coronavirus, sta mettendo in crisi tutti i sistemi etici, filosofici, politici e socio-economici consolidati… e le riflessioni, recuperate a caso nel mondo dei social, ne sono la prova più evidente…

 

 

Ventidue

Siamo invasi (da un anno esatto) e travolti da notizie sul coronavirus, con riflessioni di carattere vario, perchè fenomeno non pienamente capito sia dagli addetti ed esperti del settore che da tutti gli altri profani. Il massacro e il saccheg-gio comunicativo diventa una conseguenza quasi naturale,in un sistema selvaggio come l’attuale creato dai social, privo di regole e di formazione specifica.

In tale contesto, certamente alcuni spunti di carattere scientifico e gestionale sono interessanti da approfondire (ma sempre presi con cautela e con il beneficio d’inventario, riferendoli comunque alle comunicazioni ufficiali e istituzionali). Un po’ meno credibili mi sembrano quelli, che afferiscono a tesi complottistiche e ad interessi lobbistici, e in verità mi lasciano alquanto perplesso.

Principalmente per una motivazione d’ordine generale: le dinamiche della storia, soprattutto oggi, sono troppo complesse (e regolate da complicati equilibri di pesi e contrappesi) per poter essere domate e dominate da “vecchi” (logicamente, per non farci mancare niente, d’ispirazione “mafio – demo – pluto – giudaico -massonico”) davanti ad un mappamondo, come nel famoso film “Il dittatore”. Da modesto pitagorico non posso che applicare anche a queste problematiche il più famoso verso aureo “per tutto il meglio è la misura”, con l’aggiunta che tale misura deve possibilmente essere duratura e permanente come giustamente cantava Battiato (cerco un centro di gravità permanente / che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose e sulla gente...)

 

Ventitre

Senza un’idea-guida importante, non si può avviare

alcun cammino significante. Saturiamo la nostra vita

di motivazioni apprezzabili; sforziamoci di fare noi,

in prima persona, ciò che di continuo pretendiamo

dagli altri; chiediamo consigli ai migliori, diamo

giusto valore a tutti i momenti della nostra breve vita,

lasciando alla sorte e al destino solo una percentuale

minima dei nostri progetti. In primis curate i figli.

 

 

Ventiquattro

E’ da anni in Calabria che si convive

con il male, serio pesante e per niente

veniale, quasi un abito da indossare,

una deformazione considerata quasi

normale…

 

Tanto da far gridare all’untore chi osa

denunciare lo scandalo o tenta di aprire

il grosso vaso di Pandora…

 

Qui da noi le sindromi più diffuse,

con in testa quella di Stoccolma,

trovano asilo e piena cittadinanza, e

a volte anche seriosi e grandi cultori.

 

Non si riesce proprio in questa terra

a guardare fisso il vero volto della verità,

o forse non si vuole…

 

E i Gratteri, gli Augias e i Gioffrè di turno,

anche da chi insegue onestà e legalità,

stentano a farsi capire, diventando,

con strani giochi di specchi, essi stessi

 

i “veri nemici” da combattere…

 

 

Venticinque

Oggi, con gioia ho invitato a cena

nuovi amici (veri maestri di vita),

con i loro libri, editi da poco,

per rinnovare dialogo e condivisione

di altre emozioni, freschi sentimenti,

nuove idee e orizzonti più vasti…

 

Da anni graditi ospiti affollano

la mia mente, e mi tengono felice

compagnia, i personaggi i miti e

gli eroi dei libri e delle mie fantasie,

e mi parlano al cuore e alla ragione

e mi indicano la via da seguire

e mi danno godimento e piacere

o acuto dolore e tristezza infinita

quando praticano il male e l’ingiustizia…

 

Aldo Cazzullo mi ha guidato a riveder

le stelle, offrendo, del grande e immortale

poeta, un’abile e moderna lettura. Crucciato

però e deluso ancora è Dante, che inventò

una nazione che trova difficoltà oggi

a costruire una vera e salda unità.

 

Con Il fuorilegge di Mimmo Lucano e

Ho visto di Santo Gioffrè ci caliamo in

realtà primitive dove le battaglie più dure

di civiltà e legalità, vengono condotte

da uomini soli, contro nemici mostruosi:

la burocrazia, la corruzione, la politica

 

inquinata e la mentalità truffaldina, che

contagia tutti i settori privati e pubblici,

sostenuta da leggi ingiuste e accomodanti.

 

Per fortuna, positiva è la Marcolongo

con La lezione di Enea e il suo invito

a rafforzare, in periodi difficili come

gli attuali, la capacità di resistere. Mai

perdere la speranza ammoniscono i due

sballottati per anni nel procelloso mare.

 

I brindisi finali ci aiutano a ri-volare alto.

 

 

Ventisei

E’ giusto scaricare le ansie,

i nostri problemi, le nostre

fragilità e soprattutto le nostre

 

responsabilità su Dio per sanare

tutto? Troppo facile, qualche umana

perplessità mi rende esitante.

 

Intanto oggi il sole è ancora ri-sorto

per riscaldare e dar luce

ad animali, uomini e cose

 

Ancora una volta lo stupore

si è desto nei bimbi, sacro,

e negli occhi dei puri di cuore.

 

L’alba è l’ora dei miracoli!

 

 

Ventisette

Peccato è deviare dal giusto mezzo, dal buon senso,

dalla giusta misura.La trasgressione degli avari,

dei prodighi o degli ignavi (dai grandi e piccoli

rifiuti) alimentano le radici dell’odio e del male…

 

Per costruire un futuro sano, serve di continuo

curare la memoria, selezionare il bene e il positivo,

metterlo in pratica…

 

Nemico principe della cultura sempre è stato il potere

e i suoi tentativi di impedire ai singoli di diventare

cittadini e alle masse l’autonomia di giudizio, la libertà

delle scelte e la crescita della sensibilità sociale,

per mantenerle soggette e in schiavitù perenne…

 

Nuove shoah sono sempre in agguato…

 

 

Ventotto

Scriveva Calvino nell’Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti

che, in una società, dove l’illegalità e l’illecito sono diffusi e

sorretti da una moralità di parte svuotata dal senso di colpa

e da un relativismo etico che tutto giustifica, si crea un sistema

circolare (fatto di favori prezzolati e clientele interessate)

non privo di una sua interna armonia, che dà la possibilità

a chi vuole di trovare “felice” inserimento…

 

“Avrebbero potuto dunque dirsi unanimamente felici

conclude ironicamente Calvino– gli abitanti di quel paese,

non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria

di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti”.

 

Mi auguro che i miei figli possano sforzarsi ogni giorno

di appartenere di diritto e di fatto, con le azioni e le parole,

con dignità e fierezza, a quest’ultima categoria, oggi e sempre,

poco allettante e per nulla considerata…

 

Ventinove

Viviamo oggi, nel nostro Paese, e con evidenza come non mai,

una democrazia incompleta e ridotta, per la totale mancanza sia

di partecipazione diretta del popolo (ma anche quella mediata)

che di controllo del potere (ormai fuori da ogni controllo)…

 

Non poteva essere diversamente per l’attuale generazione,

severamente “educata” a “prendere” sempre e non “dare” mai,

all’egoismo e all’affermazione dei diritti personali e dei doveri

da caricare solo agli altri…

 

La retta via va seguita solo fissando l’attenzione al capitano o

al timoniere, senza distrazioni e divagazioni, pena risultati

scarsi o insufficienti. Nonostante la vita offra, con ritmo

costante, occasioni e tentazioni di scelta, sta sempre e solo

 

all’uomo essere misura anche delle scelte responsabili….

 

 

Trenta

Mai regole e leggi non condivise vengono accettate

con facilità, soprattutto quelle che non s’ispirano

a principi etici e di giustizia sociale……

 

Solo educando le nuove generazioni alla condivisione

e alla solidarietà è possibile creare le condizioni

favorevoli per convivenze accettabili e recuperare

 

i rapporti reali carpiti da tempo da quelli virtuali…

 

I tempi nostri non mi sembrano a ciò votati, chiusi

alla legge morale, alla voce della coscienza al bene

comune e rafforzati nell’ipocrisia e nell’individualismo…

 

All’orizzonte purtroppo, non s’intravedono, neppure

minimi, segni di cambiamento di inversione… anche se

da millenni ancora si parla di verità, bellezza e giustizia.

 

 

Trentuno

Sono convinto che più si progredisce

in coscienza e conoscenza, ma anche in fede,

più si cresce in umiltà. Innumeri gli esempi

che si incontrano nel Nuovo e Vecchio

Testamento: gli apostoli di Gesù .Salomone,

Paolo, Giovanni Battista e il grande re Davide.

 

E’ l’umiltà che indirizza gli uomini a tentare

di essere coerenti in ogni occasione, e corretti,

e liberi e di buoni costumi. Ad accettate solo

i piccoli compromessi che non ledono la dignità

e il decoro. A non piegarsi mai alle logiche

degli interessi personali e di gruppo….

 

Ad operare inoltre sempre con spirito di servizio,

a coltivare solo l’ambizione della conoscenza,

ed attutire se possibile quella del potere. A non

perdere mai il senso del sacro e del divino,

e del rispetto da rendere ai ruoli e agli anziani.

Umiltà non come privazione, è gioia gratificante.